Roma, 26 Febbraio 2021. Fai Flai e Uila Pesca esprimono forte preoccupazione rispetto al mancato accoglimento della richiesta, avanzata sia dai sindacati che da tutte le associazioni di categoria, per quanto riguarda il differimento dei termini per la presentazione delle istanze di indennità di fermo pesca dell’anno 2020.
“Si tratta di una grave ingiustizia ai danni di moltissimi lavoratori della pesca, perché la mancata proroga dei termini avrà come diretta conseguenza l’impossibilità, per la gran parte di loro, di accedere ad una indennità che avrebbe potuto garantire un minimo di ristoro”, affermano i sindacati, spiegando che la richiesta del differimento dei termini era stata avanzata a seguito del ritardo nella pubblicazione del decreto, oltretutto in un periodo di emergenza sanitaria che ha reso impossibile gestire la procedura della presentazione delle domande in tempi così ridotti, a causa delle misure di contenimento del contagio che hanno rallentato l’attività delle Capitanerie di porto nella certificazione delle giornate di fermo.
“Un diniego che appare ancora più grave in quanto le politiche sia nazionali che comunitarie sono sempre più orientate alla riduzione dello sforzo di pesca, mettendo sempre più in pericolo tanto la sostenibilità economica delle imprese quanto la tenuta occupazionale del settore, in assenza di un ammortizzatore sociale strutturato”, aggiungono Fai, Flai e Uila Pesca.
“È inaccettabile una tale disattenzione nei confronti del settore e un totale irrigidimento delle procedure che non prevedono alcuna forma di flessibilità nella presentazione di queste istanze”.
Fai, Flai e Uila Pesca chiedono, quindi, ai tre Ministeri competenti (Politiche Agricole, Lavoro ed Economia), di intervenire subito con la pubblicazione di un decreto interministeriale che riapra la procedura, fissando un nuovo termine in modo da poter garantire a tutti i lavoratori l’accesso a questo sostegno al reddito.

Continua a leggere qui

Fonte: cisl.it