La situazione della Manifattura Riese di Carpi (produttrice del marchio di abbigliamento maschile Navigare) è stata analizzata ieri in un incontro presso la Regione Emilia-Romagna al quale ha partecipato anche Roberto Giardello, sindacalista della Femca Cisl Emilia Centrale.

«Il liquidatore ha presentato dati di bilancio che contestiamo in quanto siamo convinti siano strumentali alla chiusura dell’azienda; la Manifattura Riese, infatti, non risulta insolvente – ha dichiarato Giardiello al Carlino Modena – Sospettiamo si tratti di una speculazione sul marchio giocata sulla pelle degli 83 dipendenti, in maggioranza donne.
Per questo abbiamo chiesto l’interruzione della procedura di licenziamento collettivo alla scadenza della cassa Covid (30 giugno) e di incontrare il 100% della proprietà».

Fondata nel 1961 dalla famiglia Brunetti, il 13 gennaio 2015 la Manifattura Riese è stata ceduta al fondo d’investimento Consiliam di Milano, che ha acquisito l’80%.

Ad aprile Consilium ha ceduto la sua quota alla Luchi Fiduciaria di Milano, che ha annunciato la liquidazione in bonis dell’azienda.

Il restante 20% appartiene alla Navy Group srl di Carpi, una holding di partecipazioni facente capo alla famiglia Brunetti.

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Fonte: cisl.it