Risoluzione incentivata del rapporto di lavoro per i pensionandi e per i lavoratori fragili alle dipendenze di Esselunga e creazione di nuova occupazione. Sono i pilastri del verbale di accordo siglato dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs e dalla direzione della società italiana della grande distribuzione organizzata. Le Parti hanno colto l’opportunità offerta dal Decreto Sostegni varato a marzo dal Governo.
In virtù dell’intesa potranno aderire al piano 90 dipendenti che matureranno il diritto previdenziale entro il 1° gennaio 2023 con almeno 10 anni di anzianità aziendale o i lavoratori fragili in possesso del riconoscimento di disabilità ai quali verranno destinate prioritariamente 1/3 delle posizioni incentivabili.
L’incentivo all’esodo è quantificato in importi mensili riferiti al livello professionale (da 830€ per i IV Livelli a 1.815€ per i Quadri); per i pensionandi detti importi andranno moltiplicati per il numero di mesi ricompreso da quello successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro a quello precedente la decorrenza della pensione; per i lavoratori fragili che non matureranno il diritto al trattamento previdenziale l’importo mensile dovrà essere moltiplicato per 18 mesi.
Corollario dell’intesa una clausola relativa all’assunzione di nuovo personale in ragione di quanti decideranno di lasciare il posto di lavoro; in alternativa Esselunga incrementerà l’orario di lavoro di un dipendente part time già impiegato per ogni lavoratore che risolverà il rapporto di lavoro.
«Con l’intesa – ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice – le Parti hanno ritenuto opportuno dotare di una possibilità ulteriore, rispetto alle garanzie e alle tutele messe a disposizione dalle norme, i lavoratori che matureranno il diritto al trattamento previdenziale cosi come i lavoratori fragili». «I criteri utilizzati per stabilire la platea di riferimento – ha sottolineato il sindacalista – hanno degli indubbi connotati sociali».
«Quello siglato con Esselunga – ha concluso – è un accordo innovativo nella sostanza poiché opera un tentativo sia pure parziale e limitato a poche unità lavorative ma di indubbio valore per quanti si trovino in particolari condizioni o prossimi alla pensione».

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Fonte: cisl.it