I direttivi unitari confederali dei pensionati rilanciano la “vertenza sanità” in Sardegna. Primo atto della mobilitazione il prossimo mercoledì 7 luglio con un presidio davanti al Consiglio regionale. Il secondo appuntamento, molto più articolato e diffuso, tra fine settembre e inizio di ottobre 2021 quando Spi-Cgil; Fnp-Cisl e Uilp-Uil realizzeranno una vera e propria “marcia della Salute” che attraverserà tutti i territori isolani.
“Una mobilitazione generale, fatta di iniziative operative e di sensibilizzazione, anche politica, capace di smuovere il lassismo di questa classe dirigente fin qui assente e favorire un confronto, aperto a tutte le rappresentanze sociali, col Governo regionale, è una delle risposte adeguate – dicono i segretari generali regionali dei pensionati Marco Grecu (Cgil), Alberto Farina ( Cisl) e Rinaldo Mereu (Uil) – per denunciare una Sanità con forti limiti nella prevenzione, ritardi nelle azioni di contrasto sistematico delle fragilità fisico-psichiche dei malati e delle relative cronicità”.
I direttivi unitari delle tre organizzazioni sindacali, riuniti in videoconferenza lo scorso 4 giugno, hanno evidenziato che “Ben prima della diffusione del covid 19 la nostra sanità regionale registrava preoccupanti ritardi nell’effettuazione delle visite specialistiche, nonostante le risorse ad hoc stanziate, e i nostri standards assistenziali erano inferiori alle stesse indicazioni ministeriali. Gli
effetti della pandemia hanno peggiorato di molto la situazione: quasi 100 giorni di attesa per una visita specialistica e inaccettabili rinvii di interventi chirurgici anche per patologie tumorali. La stessa Corte dei Conti, nel cercare di individuare le cause di questo forte deficit sanitario, parla di gravi carenze di coordinamento complessivo e inadeguata misurazione degli stessi processi produttivi. Insomma un sistema assolutamente carente organizzativamente e operativamente”.
Per Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil la Sanità sarda è un sistema da ricostruire in molte parti, a cominciare dal potenziamento degli organici e della medicina di prossimità, territoriale (oggi inesistente), “che nell’emergenza pandemica avrebbe potuto salvare molte vite umane ( gli anziani i più interessati), che hanno pagato le conseguenze di un sistema ospedalocentrico”.
“Abbiamo incontrato Giunta, Consiglio regionale e gruppi politici: da loro solo generiche promesse fin qui completamente disattese. Intendiamo, da subito, aprire – dicono Marco Grecu, Alberto Farina e Rinaldo Mereu – un’ampia discussione sulla sanità sarda anche in considerazione delle opportunità offerte dalle risorse che verranno messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un’opportunità da non perdere. Pretendiamo di essere coinvolti anche nella fase progettuale, nella individuazione dei tempi, delle modalità, dei settori di interesse, delle risorse, della governance. E soprattutto vogliamo essere chiamati a partecipare alle verifiche di attuazione”.

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Fonte: cisl.it