Arrivano le prime lettere di sospensione per il personale sanitario no vax.

Da aprile scorso è entrato in vigore un provvedimento – si tratta del decreto legge n. 44 – che stabilisce la vaccinazione obbligatoria per gli operatori del settore della sanità, conferendo alle Asl il potere di sospendere dal servizio i non osservanti. Non tutti si sono adeguati all’obbligo e così – anche se con po’ di ritardo – cominciano ad arrivare le prime lettere a quanti hanno deciso di non vaccinarsi, contravvenendo alla norma. Si tratta dello 0,2% dei medici – ma il fenomeno dei no vax nella sanità va ben oltre questa sola categoria dei – concentrati soprattutto in Emilia-Romagna, Puglia, Sicilia e Friuli.

Adesso gli Ordini delle varie regioni hanno deciso di adottare senza ulteriori tentennamenti la strada delle sospensioni, che prevede in primis il collocamento del personale non vaccinato ad altre mansioni, poi le ferie forzate ed infine la sospensione dal servizio – senza retribuzione – fino alla fine dell’anno (o alla somministrazione del vaccino). Come riportato dal Corriere della Sera in edicola oggi, però, Filippo Anelli – presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri – punta a spingersi ancora oltre:

«Quello 0,2 per cento di medici non vaccinati costituisce una sconfitta: qualcosa nel sistema formativo non ha funzionato. Un medico che non crede nei vaccini è come un ingegnere che non crede nella matematica». La dichiarazione, amara, è di Filippo Anelli, presidente della federazione che riunisce gli Ordini professionali di medici e odontoiatri (Fnomceo). Recentemente ha sollecitato anche gli Ordini a far seguire a provvedimenti di sospensione dal servizio, quelli di sospensione dalla professione:
cioè, come previsto dalla legge, inibire al personale sanitario no vax anche l’esercizio privato
.

Sono dure le parole del Presidente del Fnomceo, il quale considera una vera e propria sconfitta il fenomeno dei no vax nel settore della sanità. Data l’urgenza del tentativo di arginare il dilagare del virus, Anelli sta sollecitando gli Ordini dei medici che fanno capo alle Regioni a prendere provvedimenti ancora più severi per spingere il personale sanitario verso la vaccinazione: secondo lui, non solo le aziende pubbliche, ma anche le aziende sanitarie private dovrebbero proibire l’esercizio al personale no vax.

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