E’ notizia di ieri che la variante Delta in Italia è già al 95% dei contagi. E la terza dose del vaccino con molta probabilità si farà.

Lo si apprende dal quotidiano La Stampa in edicola oggi che rivela come la Commissione Europea abbia prenotato “1,8 miliardi di dosi del modello aggiornato Pfizer-BioNTech più 150 milioni di quello Moderna, in attesa che l’Ema sciolga la riserva e si pronunci con un sì o un no”.

Dunque nonostante il mondo della scienza non sia unanimemente d’accordo sulla terza dose – per ora di certo c’è solo che le casa farmaceutiche specializzate dicono sia indispensabile per fermare le varianti – , l’Unione Europea si è già portata avanti procedendo con gli ordinativi della versione aggiornata del farmaco contro la variante Delta. Rinviando ogni valutazione da parte dell’Autorità europea del farmaco – Ema ad una fase successiva. Insomma l’idea della Ue è questa: intanto ci assicuriamo le dosi e poi ascoltiamo il giudizio dell’Ema.

In Italia intanto il dibattito è aperto con l’Istituto Superiore di Sanità che ammette ci possa essere una terza dose ma solo per soggetti particolarmente fragili. Al di là di cosa diranno del autorità del farmaco (Aifa compresa) e gli esperti europei e italiani, la sensazione è che se sono già stati fatti gli ordinativi alle due case farmaceutiche la terza dose di vaccino, alla fine, si farà.

Nel frattempo Israele dal 1° agosto inizierà a iniettare la terza dose agli over 60 che abbiano fatto l’ultima inoculazione da almeno 5 mesi.

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