Avviate la attività di controllo della Guardia di Finanza verso le partite Iva che hanno percepito nei mesi dell’emergenza i contributi a fondo perduto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’Amministrazione che ha erogato gli aiuti non è competente in materia di controlli ecco perchè le attività sono seguite dalla Guardia di Finanza che si avvale delle attività e supporto della Uif, Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia.

Secondo quanto scrive il quotidiano Il Sole 24 Ore i principali controlli riguardano le autocertificazioni e la richieste di accesso ai contributi:

L’ottenimento infatti passa attraverso l’autocertificazione prevista dal Dpr 445/2000, con la quale i soggetti interessati dichiarano il possesso dei requisiti richiesti per il supporto finanziario pubblico. Il documento ha uno scopo: snellire le procedure, garantendo celerità e semplicazione nell’erogazione degli aiuti. A ciò si aggiunga, scrive anche l’Uif nella relazione annuale che ‘l’istituto erogatore non è tenuto a controllare la veridicità delle informazioni fornite’. E così l’autocertificazione finisce per diventare strumento per ‘comportamenti fraudolenti dei richiedenti’, con l’alterazione e la falsificazione dei dati e documenti, nella ‘verosimile consapevolezza che la minor pervasività dei controlli, ritenuta plausibile in ragione del carattere tempestivo dei provvedimento’, possa ‘sottrarli, almeno nell’immediato, alle conseguenze penali potenzialmente associabili a tali condotte’. Stando all’Uif, questo controllo preliminare ha svelato che diversi ‘soggetti richiedenti’ sono risultati sotto inchiesta o comunque in ‘contiguità con ambienti malavitosi’. Parallelamente, sono state scovate informazioni ‘incerte’ sulla destinazione finale dei fondi, e sono state portate alla luce anomalier più articolate di quelle rilevabili nell’ordinaria attività di controllo”.

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