Un ‘tagliando’, a distanza di due anni, del Reddito di cittadinanza, non solo è nell’aria, ma se ne parla sempre di più nei palazzi governativi. In particolare al Ministero del Lavoro, dove da febbraio il suo titolare Andrea Orlando ha nominato un Comitato scientifico di esperti incaricata di studiare tutti gli aspetti da migliorare del sussidio.

Per le attività di questo gruppo di esperti si arriverà presto a chiusura, con una proposta di riforma che sarà entro l’autunno sul tavolo del Governo. Ne parla Il Sole 24 Ore in edicola oggi:

Chiara Saraceno, che presiede il Comitato scientifico creato da Orlando annuncia un report entro metà ottobre evidenziando ‘alcune criticità’ come ‘la scala di equivalenza che svantaggia le famiglie numerose con figli minorenni, i dieci anni del requisito di soggiorno per i non comunitari da ridurre almeno a 5 anni. Poi non tutti sono accompagnabili al lavoro. C’è un problema di formazione prima di diventare occupabili’. Si guarda a quel 72% di percettori tra l’oltre 1,1 milione di ‘occupabili’ fermi alla licenzia media, che potrebbero essere indirizzati verso percorsi di formazione o di studio invece che a cercare un lavoro. Si torna a parlare di condizionalità, tema finora più evocato che applicato”.

Dunque le modifiche ‘attese’ sarebbero sostanzialmente tre: (1) revisione della scala di equivalenza per eliminare lo svantaggio alle famiglie numerose, (2) abbassamento a 5 anni del soggiorno minimo in Italia per avere diritto al sussidio e (3) poi l’avvio di percorsi formativi per coloro che – la maggior pare, l’Inps stima 2/3 del totale – che sono senza un bagaglio formativo appetibile per il reinserimento nel mercato del lavoro.

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