Genova – E’ stato di agitazione nel porto di Genova dove i camalli, i lavoratori portuali, protestano per la mancata attuazione degli accordi sindacali per l’internalizzazione dei lavoratori in somministrazione.

Sul ‘piede di guerra’ ci sono le Segreterie di Felsa-Cisl Nidil-Cgil Uiltemp-Uil, che insieme ai loro delegati chiedono il rispetto dell’accordo del 30 giugno 2021 che conteneva l’impegno alla graduale assunzione diretta dei 95 lavoratori della Culmv, oggi assunti da Intempo Spa del Gruppo Randstadt.

Per 88 di questi lavoratori somministrati, i cui contratti sono in scadenza il 30 novembre prossimo, i sindacati chiedono la continuità occupazionale.

“Le azioni sindacali messe in campo da Felsa, Nidil, Uiltemp in tutti questi mesi, nel pieno rispetto di quanto concordato nell’accordo del 30 giugno 2021, sono state improntate – sottolinea una nota sindacale – a trovare soluzioni per dare certezze a tutti i lavoratori: purtroppo oggi sono stati disattesi impegni presi in particolare da Autorità Portuale. Oggi si attendevano risposte che, purtroppo, non sono arrivate e nonostante il segnale di apertura da parte del Console Culmv, sfortunatamente, non supportato da Autorità Portuale e da Agenzia, le organizzazioni sindacali. Nel ribadire la ferma preoccupazione per la salvaguardia occupazionale per tutti gli 88 lavoratori in somministrazione in scadenza di contratto, si trovano costretti a proclamare lo stato di agitazione e si riservano di intraprendere ogni iniziativa utile a sollecitare risposte concrete per i lavoratori coinvolti e le loro famiglie, per arrivare finalmente al riconoscimento della loro dignità di lavoratori e della valorizzazione delle loro competenze preziose e necessarie per lo sviluppo di tutto il sistema portuale genovese”.

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