E’ stato aperto questa mattina al Censer di Rovigo il terzo congresso territoriale della Fnp Cisl Padova Rovigo, dal titolo significativo “Esploratori di futuro”. In apertura dei lavori ha portato il suo saluto il sindaco Edoardo Gaffeo: «Un momento importante – ha detto – che cade in una giornata importante per il Paese, come verrà ricordato anche in questa manifestazione. La giornata contro la violenza sulle donne racchiude simbolicamente il rifiuto di ogni forma di discriminazione e l’affermazione del principio che tutte le persone sono uguali, come l’articolo 3 della Costituzione ci ricorda. Come pensionati, siete una parte viva e fondante della comunità rodigina. Le differenze anagrafiche non devono in nessun modo costituire un limite ai diritti, e la politica deve farsene carico».
Nella sua relazione introduttiva, il commissario della Fnp Cisl Padova Rovigo Marco Maurizio Colombo ha ricordato come il congresso in corso è «straordinario nell’ordinario. Sono passati tre anni – ha spiegato – dal commissariamento da cui abbiamo cercato di uscire nel marzo 2020, ma la pandemia ci ha interrotto. Dopo 18 mesi, prendo atto di un’organizzazione matura e consapevole dei propri mezzi e della capacità di adattarsi positivamente alle circostanze». I mesi difficili della pandemia hanno rappresentato «una grande occasione per rilegittimare la rappresentanza sindacale e sociale. In questo contesto a livello locale è emersa nel sindacato l’incredibile capacità di risposta in forma organizzata alle domande degli associati, anche quando si trattava solo di un bisogno di conforto, vicinanza e assistenza». Colombo ha ricordato la necessità di «un nuovo patto sociale. In particolare – ha aggiunto – dobbiamo imporre l’attenzione su alcuni aspetti unitari, per noi irrinunciabili. Al governo chiediamo un confronto vero su contenuti e risorse certe per affrontare il tema delle pensioni, la riforma del fisco, la legge sulla non autosufficienza, nuovi ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro». A chi accusa il sindacato confederale di dimenticare i figli e i giovani, Colombo ricorda che la piattaforma Spi, Fnp e Uilp sulle pensioni è improntata ad un impegno intergenerazionale. A proposito del sistema sanitario, «l’Italia non riesce ad offrire alla nostra popolazione più anziana una qualità e quantità di servizi in grado di rispondere all’effettiva domanda assistenziale e si tende a scaricare il peso quasi esclusivamente sulle famiglie. Non autosufficienza e solitudine rischiano di diventare vere e proprie bombe sociali e sono un tsunami umano, sanitario ed economico che colpisce la persona e le famiglie». Per affrontare tutti questi temi, Colombo ha chiuso il suo intervento con l’invito di «lavorare insieme per una Fnp moderna, attuale e in grado di esplorare il futuro».
L’impegno della Cisl Padova Rovigo si rivolge ad una platea di oltre 300mila pensionati, 236.008 a Padova e 71.268 a Rovigo, con percentuali di over 65 ben al di sopra di quella nazionale (22,8%). I rodigini con più di 65 anni sono 61.612, pari al 27% della popolazione e i padovani sono 215.194, pari al 23%.
La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La segretaria territoriale della Cisl Padova Rovigo Stefania Botton ha sottolineato l’impegno su questo tema della Cisl e della Fnp, «non solo per il contrasto della violenza che si esplicita nei casi più gravi, quelli che arrivano ad episodi di cronaca e vedono il più delle volte le donne vittime di uomini che dicevano di amarle. Ma siamo impegnati anche nel contrasto a tutte le forme di violenza, anche quelle più subdole, che spesso non vengono nemmeno prese in considerazione: nel mondo della scuola con atti di bullismo, nel mondo del lavoro – sul quale abbiamo dati allarmanti per le molestie anche di tipo sessuale – e nella società, quando alle donne viene impedito di svolgere il loro ruolo e di farsi apprezzare per il loro valore. Dobbiamo essere presenti in tutti quei luoghi dove vengono prese decisioni che possano incidere su questo fenomeno. Il Pnrr, nell’ambito della missione 5 sull’inclusione sociale, dedica risorse importanti anche per colmare il gap salariale e promuovere l’affermazione della donna nel mondo del lavoro. Dobbiamo fare in modo di incidere sulla cultura del rispetto e sugli stereotipi. Insieme alle associazioni che operano nel nostro territorio e alle altre organizzazioni sindacali stiamo portando avanti iniziative rivolte ai bambini e ai ragazzi per promuovere l’educazione al rispetto».
E’ stato quindi proiettato un video realizzato dalla Fnp Cisl Padova Rovigo, con la collaborazione tecnica di Stefania Botton, dedicato alle vittime di violenza, sulle note di “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini.
Roberta Donolato, coordinatrice delle donne della Fnp Cisl Padova Rovigo, ha ricordato che ad oggi già 109 donne sono state uccise in Italia, per la maggior parte da familiari. «Anche a Rovigo – ha aggiunto – abbiamo avuto casi di femminicidio. Il fatto che in Italia ogni tre giorni una donna venga uccisa e che solo 3 donne su 10 denuncino le violenze subite dimostra come questo fenomeno sia ancora in gran parte sotterraneo». E’ stato quindi proiettato un video realizzato per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne dal coordinamento donne della Cisl del Veneto.
Le conclusioni di questa prima giornata di congresso sono state affidate a Tina Cupani, segretaria generale della Fnp Cisl Veneto. «Bisogna ridisegnare un welfare, sia sociale che sanitario. Dobbiamo muoverci adesso perché nel 2050 il 40% della popolazione del Veneto sarà costituita da anziani e le attuali strutture non sono pronte ad affrontarlo. C’è bisogno di intervenire fin d’ora con progetti e percorsi sul tema dell’invecchiamento attivo da un punto di vista sociale, ricreativo e culturale che permetta di far sentire, nel tessuto sociale del territorio, la nostra vicinanza in chi è in difficoltà. L’Anteas ha presentato su questo alla Regione un progetto per fare attività di accompagnamento per gli anziani che faticano ad uscire di casa dopo la pandemia». La Fnp Cisl ha richieste precise da rivolgere alla Regione. «Mancano infermieri, medici, psicologi. C’è carenza di personale, ma anche di visione, di figure nuove come caregiver, che dovrebbero essere istituzionalizzate, riconosciute e formate. All’assessore Lanzarin abbiamo presentato le nostre preoccupazioni sulle Rsa: ci sono focolai, lentezze sulla somministrazione della terza dose e ci vengono segnalate difficoltà nei rapporti con i parenti. Speriamo quanto prima di essere sentiti e informati su quanto sta succedendo. Nel Veneto i non autosufficienti sono 190mila, 150mila dei quali gestiti dalle famiglie, che sono lasciate sole. Per la non autosufficienza la Regione per il 2021 ha stanziato 815 milioni, 11 in più rispetto allo scorso anno, distribuiti in una decina di voci. Proponiamo di lavorare su diverse forme dell’abitare».
Il congresso proseguirà domani, venerdì 26 novembre, con l’intervento del segretario nazionale della Fnp Cisl Emilio Didonè, con la presentazione e l’approvazione della mozione finale e con l’elezione del segretario e della segreteria.

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Fonte: cisl.it