Le politiche dell’emergenza Covid per la Scuola sono a un bivio. Oggi il Governo confrontandosi con le Regioni nella Cabina di regia deciderà se cambiare le regole attuali oppure no.
Molto probabile, secondo quanto scrive l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, l’avvio di un percorso verso la valorizzazione dei risultati della campagna vaccinale, che da qualche settimana è stata aperta anche ai bambini con più di 5 anni:
“Al momento l’ipotesi più accreditata allo studio dei tecnici di Palazzo Chigi e dei ministeri di Salute e Istruzione, prevede che si accorcino le durate della quarantene, dagli attuali 10 giorni si passerebbe, per tutti, a 5 (è in discussione se anche all’infanzia, dove però i bambini non sono vaccinati e non portano le mascherine). Alla primaria poi l’allineamento con le regole in vigore a medie e superiori, richiesto a gran voce dalle regioni, avverrà in due step: per ora resterebbe confermata la Dad con due casi di positività (solo che si riduce a 5 giorni). Con un caso di posività si manterrebbe la sorveglianza con testing del gruppo classe: l’attività prosegue in presenza effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (To). Il test sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). Più in avanti, laddove il virus morda meno e, al tempo stesso, aumenta il numero di studenti vaccinati (oggi nella fascia 5-11 anni i vaccinati sono circa il 20%) l’obiettivo è andare, per tutti, verso un regime per cui i vaccinati restano sempre in classe (mantenendo le mascherine Ffp2). In pratica i vaccinati (non positivi) resterebbero sempre in classe, mentre in Dad andrebbero i non vaccinati”.
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