Italia, debito delle famiglie supera 22mila euro. Artigiani e Partite Iva nella morsa dell’usura

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Cresce il debito delle famiglie italiane. La denuncia arriva dalla Cgia di Mestre, l’associazione degli artigiani che periodicamente divulga i contenuti dei propri approfondimenti. Al 31 dicembre 2021 ammontava complessivamente a

574,8 miliardi di euro è l’ammontare del debito alla fine del 2021 (+21,9 miliardi rispetto a un anno prima), con un importo medio per nucleo famigliare pari a 22.237 euro; 851 in più rispetto a fine 2020.

A preoccupare l’Ufficio studio della CGIA, comunque, non è tanto ciò che si è in grado di misurare, ma quello che non si riesce nemmeno a intravedere; come, ad esempio, il rischio usura.

Un fenomeno che coinvolge molti artigiani, commercianti e partite Iva.
Con le sole denunce effettuate all’Autorità giudiziaria non è possibile dimensionare l’usura. Questo fenomeno è molto “carsico”; chi finisce nella rete di questi criminali spesso ha paura di denunciare i suoi aguzzini perché teme per l’incolumità propria e dei suoi familiari. E con la crisi economica ormai nuovamente alle porte, anche le forze dell’ordine denunciano da tempo molti segnali di avvicinamento delle organizzazioni criminali al mondo dell’imprenditoria.

Il rischio “viaggia” troppo spesso tra i lavoratori autonomi che si indebitano per poche migliaia di euro, ma nel giro di qualche mese si trovano nell’impossibilità di restituire questi soldi, perché nel frattempo gli interessi hanno raggiunto livelli spaventosi. Sono queste, secondo l’Ufficio studi della CGIA, le realtà più a rischio. Questo dimostra che lo Stato deve intervenire con massicce dosi di liquidità, altrimenti molte imprese cadranno prigioniere di questi fuorilegge. Non solo, ma è necessario incentivare il ricorso al “Fondo per la prevenzione” dell’usura. Uno strumento, quest’ultimo, presente da decenni, ma poco utilizzato, anche perché sconosciuto ai più e, conseguentemente, con scarse risorse economiche a disposizione.

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