Appena 400 milioni di euro. E’ questo lo stanziamento che il Governo sta per prevedere a favore dei lavoratori autonomi e partite Iva per distribuire il Bonus 200 euro. In quanti lo riceveranno effettivamente? Quale sarà la soglia reddituale per averlo? Domande legittime a cui si è provati a dare una risposta in questo articolo.

Ma oltre alla questione tecnica, resta aperta quella politica. Perchè così poche risorse agli autonomi? Non sono anch’essi coinvolti dal caro prezzi e caro inflazione?

Inizia quindi a insinuarsi un’opinione. Le risorse per l’Indennità Una tantum di 200 euro per gli autonomi sono state limitate (leggasi: decurtate) per lasciare spazio ai percettori del Reddito di cittadinanza. Lo scrive Il Sole 24 Ore in edicola oggi:

“Nella versione [del decreto, ndr] rivista dopo il secondo consiglio dei ministri di giovedì 5 maggio, su spinta del Movimento 5 Stelle come raccontano le cronache, l’aiuto si allarga ai titolari del reddito di cittadinanza, oltre che a lavoratori domestici e stagionali”.

Questo ha determinato una conseguenza. “Una brutta sorpresa – scrive il quotidiano economico – per le partite Iva che si vedono tagliato il Bonus da 200 euro per finanziare l’aiuto ai percettori del Reddito di cittadinanza”.

E’ davvero così? La risposta dovrebbe darla il Governo. Di certo c’è si tratta di un terreno scivoloso che provocherà non pochi scontri politici tra i partiti di maggioranza, M5S e Lega – per ragioni opposte – in testa.

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