Stagionali introvabili perchè viziati dal RdC? La risposta dalla Costiera Amalfitana…

Stagionali

Da anni è sempre più difficile per le aziende del turismo e ad anche dell’agricoltura reperire manodopera stagionale. Un lungo tormentone che parte dal 2019 dice che è tutta colpa del Reddito di Cittadinanza. Si preferisce godere del sussidio anziché spaccarsi la schiena tra tavoli, cucine oppure piegati sui campi di raccolta.

La denuncia arriva puntualmente dalle località con più alta concentrazione di lavoro stagionale. Tra queste c’è sicuramente la Costiera Amalfitana, in quel lungo susseguirsi di paesini affacciati sul Golfo di Salerno che vanno da Vietri sul Mare fino a Positano.

E proprio da lì che arrivano gli ultimi dati di un’Indagine che potremmo definire “porta a porta” fatta dal Quotidiano della Costiera. Dati che consentono di dare una risposta, almeno parziale, all’interrogativo se è il RdC a frenare i lavoratori nel lanciarsi nel lavoro stagionale.

L’indagine, con le riflessioni a firma di Domenico De Masi, parte da una semplice rilevazione del numero dei percettori: “58 ad Amalfi, 12 ad Atrani, 30 a Cetara, 13 a Conca, 12 a Furore, 112 a Maiori, 47 a Minori, 19 a Positano, 13 a Praiano, 20 a Ravello, 15 a Scala, 83 a Tramonti, 418 a Vietri sul Mare”. 

Un totale di “852 percettori di cui quasi la metà (418) a Vietri, che rappresenta il Comune di gran lunga più povero di tutta la zona”, fanno sì che gli altri 12 Comuni della Costiera (Vietri sul Mare escluso dunque) ospitano 434 famiglie che percepiscono il Reddito.

L’analisi sulla composizione di queste famiglie dice che 2/3 dei membri sono minori, disabili e anziani, vale a dire soggetti “non occupabili” e tutelati anche dal recente intervento della legge di Bilancio 2023. “Ne restano 146 – si legge – che potrebbero lavorare, o che hanno già un lavoro ma guadagnano così poco da restare in condizione di povertà assoluta”.

Poiché in Costiera i lavoratori stagionali che non si riesce a trovare nell’alta stagione sono molto più di 146, se ne deduce che la causa principale dell’irreperibilità sta nei bassi salari e/o nelle cattive condizioni logistiche e di orario offerte dai datori di lavoro”, conclude il giornale locale, che ricorda anche il ruolo proattivo de percettori nei servizi di utilità collettiva a cui potrebbero essere destinati dai Comuni della Costiera sull’esempio di quanto fatto in altri territori italiani.