Bonus 150 euro, chi lo prende a gennaio 2023?

Soldi

Bonus 150 euro anti-inflazione, i pagamenti sono cominciati a novembre 2022 ma qualche percettore non lo ha ancora riscosso. INPS, infatti, ha disposto che qualcuno ricevesse la somma prima di qualcun altro.

Le erogazioni sono proseguite a scaglioni e le più “ritardatarie” arriveranno addirittura a febbraio 2023. Ma prima vediamo con ordine chi aspetta il Bonus 150 euro a gennaio.

Bonus 150 euro: chi lo prende a gennaio?

A ricevere il Bonus 150 euro a gennaio non sono in molti. Tra questi, potrebbero esserci i dipendenti, i pensionati e i percettori del Reddito di Cittadinanza.

Il condizionale è d’obbligo visto che dipendenti e pensionati lo hanno già ricevuto, rispettivamente nella busta paga e nella pensione di novembre. Tuttavia, chi tra loro per qualsiasi motivo non ha riscosso il bonus pur avendone diritto (ritardi da imputare al datore di lavoro o a INPS, per esempio) potrebbe riceverlo il prossimo gennaio.

Stesso discorso vale per i percettori RdC: se ne hanno diritto ma dopo la ricarica RdC di novembre o di dicembre non lo hanno ricevuto, potrebbero ottenere il Bonus 150 euro il prossimo gennaio. Anche in questo caso, qualche disguido potrebbe essere stato causato da INPS che ha fatto male i calcoli.

Arriverà a gennaio anche per i lavoratori domestici e per gli autonomi. I primi lo prendono in automatico da INPS se hanno già riscosso il Bonus 200 euro; i secondi invece lo prendono se il reddito 2021 è inferiore ai 20 mila euro: in questo caso lo ricevono congiuntamente al bonus 200 euro (per un totale dunque di 350 euro), in caso contrario riscuoteranno solo i 200 euro.

Bonus 150 euro: chi lo prende a febbraio?

Come indicato dalla circolare INPS del 16 novembre scorso, per 8 categorie di percettori il pagamento del Bonus 150 euro è rimandato a febbraio 2023. Si tratta di:

  1. titolari nel mese di novembre 2022 di NASpI e DIS-COLL (il diritto rimane valido anche se da qui a febbraio si istaurasse un nuovo rapporto di lavoro);
  2. beneficiari della disoccupazione agricola relativa al 2021;
  3. beneficiari delle indennità COVID di 2.400 e 1.600 euro;
  4. lavoratori autonomi e occasionali;
  5. lavoratori incaricati delle vendite a domicilio;
  6. lavoratori Co.Co.Co. (quindi con contratto di collaborazione coordinata e continuativa);
  7. stagionali, a tempo determinato e intermittenti che nel 2021 hanno svolto la prestazione per almeno 50 giornate;
  8. iscritti al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo che nel 2021 hanno almeno 50 contributi giornalieri versati.

I primi 5 della lista lo prendono in automatico, gli ultimi 3 solo dopo averne presentata apposita domanda a INPS.