Assegno Unico marzo 2023, ISEE abbassa l’importo in questo caso

L’Assegno Unico di marzo, che arriverà intorno alla metà del mese, è molto atteso dai percettori perché è il primo che verrà ricalcolato con il nuovo ISEE.

Entro il 28 febbraio scorso i beneficiari dell’Assegno Unico hanno dovuto rinnovare l’ISEE, aggiornandolo al 2021 (l’ISEE fa sempre riferimento ai due anni precedenti). Con il nuovo ISEE, l’importo mensile dell’Assegno per i figli a carico varierà inevitabilmente. Ahimè, non è detto che la variazione avvenga in positivo. Vediamo nel dettaglio.

Assegno Unico marzo 2023, come cambia con l’ISEE?

Chi ha già percepito l’Assegno Unico nel 2022 non deve ripresentare la domanda per beneficiare della prestazione anche quest’anno: basterà semplicemente rinnovare l’ISEE.

Ciò che può succedere a un percettore che non aggiorna l’ISEE è che INPS non gli paghi una cifra mensile adeguata alla sua situazione economica. Chi non presenta l’ISEE, infatti, ha diritto all’importo minimo mensile (54,10 euro, rivalutato all’inflazione).

Ma a volte l’importo mensile può diminuire anche presentando il nuovo ISEE: accade nei casi in cui l’ISEE del 2023 sia più alto di quello del 2022. Se l’ISEE è più alto, infatti, la famiglia o la singola persona richiedente la prestazione dovrebbe essersi arricchita rispetto all’anno precedente e di conseguenza INPS sborserà per i figli a carico una cifra più bassa. Al contrario, l’importo mensile aumenterà se l’ISEE è diminuito.

Comunque nel 2023 la soglia ISEE che consente di accedere all’importo più alto mensile è aumentata rispetto al 2022, grazie alla rivalutazione all’inflazione: da 15 mila euro di ISEE si passa a 16.215 euro e di conseguenza si estende anche la platea dei beneficiari che potranno riscuotere la cifra più alta mensile (189,18 euro, anch’essa rivalutata all’inflazione).