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Assegno di Inclusione, il Ministero accelera sui colloqui: 60 giorni per il primo incontro

A quasi 5 mesi dall’avvio dell’Assegno di Inclusione il Ministero del Lavoro fissa le nuove linee guida per accelerare su Patto di Inclusione sociale ed erogazione dell’assegno mensile.

Da ora in avanti i Comuni dovranno convocare i percettori entro 60 giorni dall’invio della domanda, anche se il termine è di 120 giorni.

Si tratta delle nuove Linee guida per i Patti di Inclusione Sociale – PAIS contenute nel decreto ministeriale n. 72 del 2 maggio 2024.

Le nuove Linee Guida sono rivolte a tutti gli operatori pubblici che ruotano attorno al sussidio: operatori dei servizi sociali, dei centri per l’impiego e degli altri servizi territoriali.

Convocazione entro 60 giorni

Secondo le linee guida allegate al decreto ministeriale n. 72 l’analisi preliminare da parte degli uffici competenti va fatta entro 60 giorni dalla sottoscrizione del PAD. Il PAD è il Patto di Attivazione Digitale che va sottoscritto contestualmente alla domanda AdI o in momento successivo.

Entro 120 giorni va, successivamente, sottoscritto il Patto di Inclusione Sociale – PAIS, ecco perchè – sottolinea il Ministero – occorre accelerare con le convocazioni per l’analisi preliminare. I termini definiti dalle linee guida devono intendersi come ordinatori e non perentori.

Per i nuclei che non si presentano alle convocazioni in assenza di giustificato motivo è prevista la decadenza.

Coinvolgimento Enti del Terzo Settore

Con le linee guida viene ribadito il coinvolgimento del terzo settore, al fine di favorire l’accesso all’AdI delle persone in condizioni di bisogno. Protocolli e accordi con gli enti del terzo settore iscritti al RUNTS, potranno essere sottoscritti per favorire la collaborazione e maggiori informazioni.

Potranno essere previsti punti informativi e/o di sostegno alla presentazione della domanda di AdI, in particolare nell’ambito dei centri servizi per il contrasto della povertà

O anche collaborazione con gli enti che svolgono attività nella distribuzione alimentare a valere sui fondi europei, anche per facilitare l’accesso all’Adi dei beneficiari di tale distribuzione

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