NASpI maggio, INPS sblocca nuovi pagamenti: le date annunciate

Naspi

Sono in arrivo nella seconda metà del mese i nuovi accrediti dell’Indennità di disoccupazione NASpI.

L’annuncio arriva direttamente da Inps che “parla” attraverso i Fascicoli Previdenziali dei percettori che prima del weekend, si sono visti consegnare una nuova comunicazione.

Le date di fine maggio

Inps è solito liquidare la prestazione entro la prima decade del mese. Ma le lavorazioni avvengono gradualmente nel corso delle settimane. Negli ultimi giorni, a ridosso del weekend, sono arrivati nuovi esiti.

Si tratta esattamente di elaborazioni NASpI che portano la data di venerdì 17 maggio 2024. Ciò significa che i pagamenti si realizzeranno nel giro di 7-9 giorni e la data di valuta dovrebbe essere entro il 26 maggio 2024.

“Due anni di NASpI è un insulto”

Nel frattempo il dibattito politico sul sussidio di disoccupazione prende forma con le prime polemiche in vista della stagione estiva. Il giornalista Nicola Porro sul suo sito web ospita la lettera di un lettore, un imprenditore del turismo, che denuncia la gratuità del trattamento di disoccupazione erogato a percettori che nel frattempo rifiutano proposte di lavoro e optano per il lavoro nero.

Se teniamo poi conto – scrive il lettore – che un lavoratore arriva a percepire questo sussidio fino a 2 anni, allora proprio è un insulto a chi deve lavorare sul serio per poter vivere.

Io avrei un suggerimento molto semplice per arginare questo problema, e lo spiego in pochissime parole: chi percepisce uno “stipendio” non può averlo gratis, standosene in vacanza o facendo i propri comodi, ma deve essere obbligato a dare parte del suo tempo in occupazioni di interesse pubblico, come corrispettivo al sussidio pagato dalla comunità”.

Affermazioni inesatte che trascurano come in realtà, la NASpI è finanziata dal datore di lavoro nell’ambito del rapporto di lavoro, attraverso una contribuzione a Inps, sia in caso di rapporto di lavoro a tempo indeterminato che a termine/stagionale. Inoltre, proprio per incentivare il disoccupato a trovarsi un nuovo impiego, il sistema prevede una riduzione dell’importo mensile del 3% (cd. décalage). Peraltro la durata di due anni è da intendersi come durata massima, non certo accessibile a chi viene da brevi contratti come quelli stagionali.

La durata della NASpI è infatti variabile e cambia in base alla storia contributiva di ogni lavoratore: è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni di lavoro. Questa è la regola generale, che stabilisce il tetto a 2 anni. Quindi chi lavora 3 mesi in estate avrà la NASpI solo per un mese e mezzo.