Il Ministero del Lavoro ha messo a punto una proposta destinata a incidere direttamente sui redditi dei lavoratori. A partire dal 1° gennaio 2026, gli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali godranno di una riduzione al 10% dell’aliquota Irpef, una misura che punta a contrastare il cosiddetto fiscal drag, ovvero l’effetto distorsivo che riduce il potere d’acquisto dei lavoratori quando crescono le retribuzioni nominali.
L’obiettivo dichiarato è quello di premiare chi rinnova i contratti, stimolando al tempo stesso la ripresa del potere d’acquisto. Altre mossa in arrivo: in caso di mancato rinnovo entro 24 mesi dalla scadenza, scatterà un adeguamento automatico dei salari basato sull’indice di inflazione IPCA, così da tutelare i lavoratori contro l’aumento dei prezzi. Vediamo i dettagli.
Metalmeccanici in prima linea: 1,5 milioni di lavoratori coinvolti
I principali beneficiari di questa novità sarebbero proprio i lavoratori della metalmeccanica, circa 1,5 milioni in tutta Italia, che attendono da mesi il rinnovo del contratto Federmeccanica-Assistal.
Per loro, l’agevolazione rappresenterebbe un doppio vantaggio: da un lato il possibile incremento salariale concordato con i sindacati, dall’altro la detassazione del 10% che renderebbe più consistente l’aumento netto in busta paga.
Detassazione anche per straordinari e welfare aziendale
La proposta che il Ministero starebbe confezionando – secondo fonti Ansa – prevede inoltre una tassazione sostitutiva fissa al 10% per le ore di lavoro straordinario, festivo e notturno, nonché per le indennità legate ai turni di lavoro, fino a un massimo di 4.000 euro lordi annui.
Previsto anche l’innalzamento delle soglie agevolate per i premi di risultato, che passano da 3.000 a 4.000 euro, e per i fringe benefit, che salgono da 1.000 a 2.000 euro per chi non ha figli a carico e fino a 4.000 euro per chi ne ha.
Una proposta che riprende l’idea di Casasco (Forza Italia)
Il piano messo a punto dal Ministero del Lavoro sembra ispirarsi alla proposta lanciata lo scorso maggio dal deputato di Forza Italia, Maurizio Casasco, che aveva annunciato un disegno di legge per detassare gli aumenti derivanti dalla contrattazione collettiva.
Quel testo non è arrivato mai nel dibattito parlamentare, ma la nuova misura ne riprende i principi: premiare i rinnovi, aumentare i salari netti e ridurre la pressione fiscale sui lavoratori, in particolare quelli dei comparti industriali più strategici come la metalmeccanica.
Ecco il testo della proposta annunciata il 13 maggio scorso e mai formalmente definita:





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