Più soldi sull’Assegno di Inclusione grazie alla nuova Legge sull’Obesità

Con l’approvazione definitiva della nuova legge sull’obesità, il Parlamento italiano ha riconosciuto ufficialmente questa condizione come malattia cronica, progressiva e recidivante. Si tratta di una novità storica che potrebbe avere ripercussioni dirette anche sull’accesso all’Assegno di Inclusione (Adi), il sussidio economico che ha sostituito il Reddito di cittadinanza.

L’obesità diventa malattia cronica nei LEA

La legge inserisce l’obesità tra le patologie croniche riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale, con la conseguente possibilità di usufruire di cure e prestazioni nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In pratica, chi soffre di obesità potrà accedere a percorsi diagnostici e terapeutici specifici, con il supporto di medici, dietisti e psicologi.

Questo riconoscimento apre anche la porta a una diversa valutazione medico-legale dell’obesità da parte dell’INPS, che dovrà adeguare le proprie tabelle di invalidità. Non si tratta però di un aumento automatico della percentuale riconosciuta, ma di un maggior peso della patologia in sede di accertamento.

Obesità e Assegno di Inclusione: come cambia l’accesso

L’Assegno di Inclusione è riservato ai nuclei familiari con minori, over 60 o persone con disabilità o invalidità certificata. Se l’obesità, valutata dall’INPS, dovesse comportare un riconoscimento di invalidità civile, il soggetto potrebbe entrare di diritto tra i beneficiari dell’Adi, anche se vive da solo o non ha figli.

Per chi già riceve l’Assegno di Inclusione, il riconoscimento dell’obesità come patologia invalidante potrebbe comportare un aumento dell’importo mensile, poiché le famiglie con persone disabili o invalide hanno diritto a un coefficiente di maggiorazione nel calcolo del beneficio.

Nessun automatismo, ma nuove opportunità

È importante chiarire che non esiste un automatismo tra la diagnosi di obesità e l’ottenimento dell’invalidità o dell’Assegno di Inclusione. Saranno comunque le commissioni medico-legali dell’INPS a valutare caso per caso se la condizione comporta una riduzione significativa della capacità lavorativa o delle funzioni quotidiane.

Tuttavia, il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica rappresenta un passo avanti concreto per chi vive situazioni di fragilità:

  • potrà accedere a percorsi sanitari mirati;
  • avrà più possibilità di vedersi riconosciuta una percentuale di invalidità;
  • e, di conseguenza, potrà accedere o ottenere importi più alti dell’Assegno di Inclusione.

In sintesi, la nuova legge non cambia subito le regole dell’INPS, ma apre la strada a un nuovo approccio sociale e medico: l’obesità non è più vista solo come una condizione personale, ma come una malattia che merita tutela, inclusione e sostegno economico.