Venerdì 14 Novembre Sciopero degli Studenti: Cortei in oltre 30 Città, Adesione USB Scuola

Venerdì 14 novembre 2025 migliaia di studenti italiani torneranno in piazza per protestare contro le politiche del governo Meloni in materia di istruzione e ambiente.

La mobilitazione, indetta dall’Unione degli Studenti (UdS) insieme al movimento Fridays for Future, si svolgerà in oltre 30 città tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze e Bari.

Gli studenti chiedono “un’altra scuola e un altro mondo possibili”, denunciando la mancanza di fondi per l’edilizia scolastica, le disuguaglianze tra Nord e Sud e la riforma del ministro Giuseppe Valditara, considerata “classista e punitiva”. Al centro anche le questioni ambientali, con la richiesta di piani strutturali contro la crisi climatica e l’introduzione di percorsi educativi realmente sostenibili.

Le motivazioni della protesta

Nel comunicato diffuso dall’UdS si legge che la giornata del 14 novembre sarà “un momento di lotta collettiva contro l’abbandono scolastico e la precarietà del futuro”.

Le sigle studentesche chiedono un finanziamento pubblico stabile, l’abolizione del Pcto obbligatorio (ex alternanza scuola-lavoro) e un reddito studentesco per garantire pari opportunità a tutti.

Il corteo principale partirà a Roma da piazza della Repubblica, mentre in altre città si terranno presidi e assemblee. Prevista anche la partecipazione di associazioni ambientaliste e realtà del terzo settore.

Il sostegno della USB Scuola

La USB Scuola ha annunciato ufficialmente che sosterrà la mobilitazione studentesca e sarà presente con propri rappresentanti nelle piazze. Il sindacato sottolinea che “la voce degli studenti è la stessa del personale scolastico precario”, chiedendo più risorse e stabilizzazioni.

Non si tratta tuttavia di uno sciopero del personale docente e ATA: la USB parla di presenza solidale, non di astensione dal lavoro. In molte città, però, le manifestazioni potrebbero causare disagi ai trasporti pubblici e limitazioni del traffico.

Lo sciopero del 14 novembre segna così un nuovo capitolo nella mobilitazione studentesca italiana, con un messaggio chiaro: la scuola pubblica e l’ambiente devono tornare al centro dell’agenda politica.