Sta per arrivare una misura che potrebbe cambiare il futuro lavorativo di migliaia di persone rimaste senza reddito perché senza un’occupazione. Una notizia che ha subito acceso l’attenzione: un nuovo assegno mensile da 500 euro, pensato per sostenere chi vuole rimettersi in gioco e tornare nel mondo del lavoro.
Ma chi potrà riceverlo? Quando partirà? E cosa dovrà fare il beneficiario per ottenerlo? Vediamo tutto nel dettaglio.
Cos’è il nuovo reddito regionale di reinserimento lavorativo
La Regione Toscana ha presentato il Reddito di reinserimento lavorativo, una misura che prevede:
- 500 euro mensili (inizialmente si parlava di 700-800 euro),
- per un periodo massimo di 9 mesi,
- destinati a chi è disoccupato e non può più percepire altri sussidi (ad esempio perché ha terminato la NASpI).
Si tratta di un intervento interamente finanziato dalla Regione con circa 23 milioni di euro, inseriti nel bilancio 2026.
La gestione operativa sarà affidata ad ARTI, l’Agenzia Regionale Toscana per l’Impiego, che si occuperà di bandi, domande e pagamenti.
Requisiti: chi potrà richiedere i 500 euro al mese
Il reddito di reinserimento lavorativo è stato presentato dal Governatore della Toscana Eugenio Giani e dall’assessore al lavoro Alberto Lenzi. Potranno accedere alla misura coloro che:
- sono residenti in Toscana;
- hanno una pregressa esperienza lavorativa;
- possiedono un ISEE inferiore a 15.000 euro;
- risultano disoccupati e non percepiscono più sussidi come NASpI o DIS-COLL;
- non ricevono altre misure nazionali come l’Assegno di Inclusione (le due misure non sono cumulabili).
Si stima una platea di circa 11.000 persone. L’obiettivo è proporre un sostegno economico concreto, ma anche un percorso che aiuti i beneficiari a trovare un nuovo lavoro attraverso formazione e attività mirate.
Come funzionerà il nuovo reddito
L’assegno non sarà erogato automaticamente: sarà legato a un percorso attivo. Chi lo riceverà dovrà infatti impegnarsi nella ricerca attiva di un lavoro, partecipare ai percorsi di formazione e rispettare gli appuntamenti previsti da ARTI e dagli enti di formazione.
I corsi saranno calibrati sui profili più richiesti dal mercato, ad esempio addetti al settore turistico, uno dei comparti con maggiore domanda in Toscana.
Il reddito regionale di reinserimento è definito dalla Regione come una misura di “secondo livello”, simile a quelle europee che uniscono sostegno economico e aggiornamento professionale. Una sorta di Supporto Formazione e Lavoro, però di stampo regionale.
Le parole di Giani e Lenzi
Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha definito la misura un esempio di welfare moderno, capace di dare un sostegno economico immediato ma orientato al lavoro.
L’assessore al Lavoro Alberto Lenzi sottolinea invece la necessità di aiutare chi perde il lavoro offrendo non solo protezione, ma anche la possibilità di aggiornare le proprie competenze, migliorando davvero la propria occupabilità.
Secondo Lenzi, questa misura è in linea con le migliori politiche europee, perché mette al centro la formazione come chiave per rientrare nel mondo del lavoro.
Quando partirà: tutte le date da segnare
Il reddito di reinserimento lavorativo sarà varato prossimamente dalla giunta toscana, in modo sperimentale. Secondo quanto dichiarato dal presidente Giani:
- a inizio 2026 verranno pubblicati gli avvisi con tutte le informazioni;
- nella primavera 2026 partiranno i corsi di formazione e i primi pagamenti dell’assegno.
La Regione monitorerà l’andamento ogni tre mesi per valutare eventuali modifiche o potenziamenti.
Se l’esperimento dovesse portare ai risultati sperati, il reddito di reinserimento lavorativo potrebbe rappresentare un modello anche per altre regioni.




