Sanità Privata, 250.000 Infermieri e OSS Aspettano Aumenti e Arretrati da 7 Anni: Incontro Decisivo il 22 Dicembre

Sono passati oltre sette anni dall’ultimo rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per la sanità privata, e oggi la questione torna al centro del dibattito. I sindacati tornano a chiedere ufficialmente l’apertura delle trattative, con un appuntamento già fissato per dicembre.

Il CCNL sanità privata scaduto da 7 anni

Il CCNL dell’ospedalità privata riferito alle sigle Aiop e Aris è ufficialmente scaduto il 31 dicembre 2018. Da allora non è stato ancora rinnovato, lasciando senza aggiornamenti contrattuali oltre 250.000 lavoratrici e lavoratori del settore.

Lo scorso 5 dicembre, durante un incontro al Ministero della Salute, la sigla sindacale Fials ha sollecitato il Ministro a intervenire per spingere Aiop e Aris all’apertura immediata del tavolo negoziale.

Il Ministero ha fatto sapere che è già stato fissato un nuovo confronto con sindacati e associazioni datoriali. L’appuntamento è per lunedì 22 dicembre, quando si cercherà di sbloccare la situazione e avviare finalmente la trattativa.

Perché è urgente il rinnovo: potere d’acquisto e costo della vita

I sindacati sottolineano che il rinnovo non è più rinviabile. Occorre recuperare il potere d’acquisto delle retribuzioni, eroso dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.

Negli ultimi anni, infatti, molti contratti nazionali si sono aggiornati con aumenti economici per compensare l’inflazione, ma nella sanità privata la contrattazione è ferma da troppo tempo.

Per fare un paragone con altri settori, nel comparto sanità pubblica sono stati confermati aumenti salariali fino a circa 172 euro lordi al mese per infermieri e personale sanitario nel recente rinnovo contrattuale del settore pubblico.

Sanità privata, chi sono i lavoratori coinvolti e cosa chiedono

Il contratto riguarda tutte le figure impiegate nelle strutture sanitarie private aderenti ad Aiop e Aris. Si tratta in gran parte di operatori socio-sanitari, infermieri, amministrativi e personale di supporto, cioè chi ogni giorno garantisce l’assistenza ai pazienti.

I sindacati chiedono che il rinnovo del contratto porti a:

  • un adeguamento delle retribuzioni per contrastare la perdita di potere d’acquisto;
  • la fine di una situazione che penalizza chi lavora nella sanità privata pur erogando servizi spesso finanziati dal Servizio Sanitario Nazionale;
  • condizioni contrattuali allineate a quelle della sanità pubblica, dove gli aumenti, come detto sopra, sono già stati negoziati.

Il prossimo passo: il tavolo negoziale del 22 dicembre

Dopo il sollecito al Ministero della Salute del 5 dicembre, sindacati e associazioni datoriali si incontreranno nuovamente il 22 dicembre per discutere del rinnovo.

I sindacati puntano a ottenere l’apertura immediata della trattativa con l’obiettivo di definire finalmente una bozza di rinnovo del contratto, affrontare la questione degli aumenti salariali e degli aggiornamenti normativi e garantire maggiori tutele economiche e professionali a chi opera nel settore da anni senza un nuovo CCNL.

Un primo segnale, intanto, è arrivato dal testo di Legge di Bilancio 2026, il cui articolo 67 ha stanziato 1 miliardo e 350 milioni di euro per l’aggiornamento delle tariffe DRG, ferme da oltre un decennio. Risorse che, come indicato dal Ministero, dovranno essere destinate prioritariamente al rinnovo del Ccnl.