Sciopero Giovedì 18 Dicembre: Presidi e Proteste in Tutta Italia per la Sicurezza

La vigilanza privata si prepara a fermarsi. Nei prossimi giorni è atteso uno sciopero su scala nazionale per portare all’attenzione delle istituzioni l’aumento preoccupante di aggressioni contro guardie giurate e operatori della sicurezza.

Una protesta che punta a denunciare non solo i rischi quotidiani del lavoro, ma anche l’assenza di interventi concreti a tutela di un settore fondamentale per la tenuta dei servizi essenziali.

Sciopero della vigilanza privata il 18 dicembre: la mobilitazione SAV

Giovedì 18 dicembre il Sindacato Autonomo Vigilanza (SAV) ha annunciato una mobilitazione nazionale della vigilanza privata per denunciare la crescente escalation di aggressioni e violenze contro operatori della sicurezza, guardie giurate e personale impegnato nel trasporto valori.

Ne ha dato notizia tramite un post pubblicato sui social:

sciopero vigilanza privata


I presidi si svolgeranno in contemporanea dalle 9:00 alle 12:00 davanti alle Prefetture e ai principali presidi istituzionali, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni su una situazione ritenuta ormai insostenibile.

Le città coinvolte e i luoghi dei presidi

La protesta toccherà alcune delle principali città italiane:

  • Torino, in Piazza Castello 199/201.
  • Vicenza, davanti al Municipio.
  • Padova, in Piazza Antenore.
  • Roma, in Piazza Santi Apostoli.
  • Milano, davanti alla Prefettura in Corso Monforte 29.
  • Firenze, in Via Camillo Cavour 1, davanti alla Prefettura.

I presidi saranno pacifici e senza armi e aperti a tutti i lavoratori del settore, alle associazioni di categoria e agli altri sindacati.

Aggressioni in aumento: lavoratori sempre più esposti

Alla base dello sciopero c’è una preoccupazione concreta: le aggressioni agli operatori della sicurezza sono in costante aumento.

In vari comunicati e interviste, i rappresentanti della categoria hanno denunciato un senso di abbandono e una mancanza di risposte efficaci da parte delle istituzioni. Episodi di violenza si verificano con frequenza lungo le principali arterie del Sud, ma non solo.

Tra i casi più recenti, viene spesso citato l’assalto a un furgone portavalori in Calabria, avvenuto lungo una strada ad alta percorrenza. Un’azione violenta e ben organizzata, che ha messo a rischio la vita degli operatori coinvolti e ha evidenziato ancora una volta la vulnerabilità del settore. Episodi di questo tipo, secondo il SAV, non possono più essere considerati isolati.

Le richieste dei vigilanti al Governo

Da tempo il settore chiede misure concrete: più formazione, dispositivi di protezione adeguati, una collaborazione più stretta con le forze dell’ordine e soprattutto un intervento legislativo capace di rafforzare il ruolo delle guardie giurate. Senza una strategia strutturata, il problema rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale.

La mobilitazione del 18 dicembre nasce proprio dalla volontà di rompere lo stallo e ottenere risposte concrete. Il SAV chiede l’aumento dei controlli, la revisione delle procedure di trasporto valori e l’adozione di strategie di sicurezza più robuste.
Un segnale forte, lanciato a pochi giorni dalle festività, per ricordare che la sicurezza di chi lavora non può più essere rimandata.