La manovra di bilancio 2026 inizia a produrre i primi effetti concreti sulle pensioni più basse. In attesa delle circolari ufficiali, l’INPS ha avviato una fase operativa anticipata, inviando comunicazioni digitali a una platea ben definita di pensionati fragili.
Le lettere annunciano un aumento strutturale dell’assegno mensile e il riconoscimento di arretrati, con pagamento a partire dal cedolino di marzo.
A chi sono destinate le lettere INPS
Le comunicazioni sono indirizzate ai pensionati che percepiscono l’incremento al milione, quindi ai titolari di trattamenti assistenziali a basso reddito. Rientrano nella platea, in particolare, gli invalidi civili totali e i beneficiari di assegno sociale, oltre ad altre prestazioni assimilate.
L’elemento rilevante è che l’aumento viene riconosciuto automaticamente, senza necessità di presentare domanda. L’INPS ha proceduto a un ricalcolo d’ufficio degli importi spettanti, anticipando di fatto l’attuazione delle misure previste in legge di bilancio.
Le lettere sono in formato digitale, reperibili sul Fascicolo previdenziale INPS e non inviate per posta ordinaria.
L’aumento mensile e il nuovo importo dell’assegno
Dal punto di vista tecnico, l’incremento è pari a 20 euro mensili, che si aggiungono alla rivalutazione ordinaria dell’1,4%. Su base annua l’aumento vale 260 euro complessivi, con effetti estesi anche alla tredicesima mensilità.
Secondo le tabelle riportate nelle comunicazioni INPS, l’importo complessivo dell’assegno, comprensivo di maggiorazione sociale, passa da 748 euro a 768 euro al mese. La variazione è stabile e resta valida fino a dicembre 2026.
Arretrati di gennaio e febbraio: come vengono pagati
Accanto all’aumento strutturale, l’INPS riconosce anche 40 euro di arretrati, relativi alle mensilità di gennaio e febbraio, durante le quali il nuovo importo non era ancora stato applicato.
Gli arretrati verranno corrisposti in un’unica soluzione insieme alla pensione di marzo. Anche in questo caso non è richiesto alcun adempimento da parte del pensionato.
La comunicazione INPS e l’assenza di riferimenti normativi
Un aspetto tecnico rilevante riguarda il contenuto delle lettere. A differenza delle comunicazioni inviate nel 2025, l’INPS non richiama esplicitamente la norma di legge che ha introdotto l’aumento.
La comunicazione si limita a indicare il ricalcolo automatico dell’assegno e i nuovi importi spettanti. Una scelta che rende il messaggio meno trasparente, ma che non incide sull’effettiva erogazione delle somme.


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