La pensione di aprile 2026 si presenta con diverse novità per milioni di pensionati. Il pagamento tornerà alle date ordinarie, ma nella mensilità saranno visibili anche conguagli fiscali, arretrati per alcune prestazioni e l’applicazione di nuove misure legate alla riforma IRPEF. Inoltre, potrebbero arrivare le prime applicazioni di un nuovo importo minimo per alcuni titolari di assegno ordinario di invalidità. Ecco cosa cambia nel cedolino del prossimo mese.
Pagamento pensioni il 1° aprile senza anticipo
La prima novità riguarda la data di pagamento. Dopo alcune variazioni registrate nei mesi precedenti, ad aprile le pensioni torneranno alla normalità.
Il calendario prevede infatti l’accredito martedì 1° aprile 2026, sia per chi riceve la pensione tramite banca sia per chi la riscuote alle Poste. Non sono previsti anticipi né scaglionamenti particolari.
Questo significa che i pensionati troveranno la mensilità disponibile fin dal primo giorno utile del mese.
Conguagli IRPEF e taglio delle imposte ancora nel cedolino
Nel cedolino di aprile continueranno ad essere applicati i conguagli IRPEF relativi ai redditi del 2025. Si tratta dei recuperi delle imposte dovute dai pensionati che, dopo i calcoli di fine anno, risultano avere un debito fiscale ancora da saldare.
Allo stesso tempo continueranno anche gli effetti della riforma dell’IRPEF.
In particolare, chi ha redditi superiori a 28.000 euro continuerà a beneficiare della riduzione dell’imposta prevista dalla riforma fiscale. Per questi pensionati il netto in pagamento può risultare leggermente più alto rispetto agli anni precedenti.
Chi invece ha redditi più bassi non riceverà vantaggi da questo specifico intervento.
Arretrati sull’incremento al milione e aumento permanente
Un’altra novità riguarda alcuni pensionati che percepiscono l’incremento al milione.
Nel mese di marzo molti beneficiari hanno ricevuto soltanto l’aumento mensile di circa 20 euro sulle maggiorazioni sociali. Nel cedolino di aprile dovrebbero invece arrivare anche gli arretrati maturati dall’inizio dell’anno.
L’aumento di 20 euro resterà comunque stabile per tutto il 2026 e sarà corrisposto anche sulla tredicesima mensilità.
Possibile integrazione fino a circa 612 euro per alcuni invalidi
Tra le novità più rilevanti c’è anche un possibile nuovo importo minimo per alcune prestazioni.
Dopo una recente pronuncia della Corte Costituzionale e le indicazioni operative dell’INPS, i titolari di assegno ordinario di invalidità nel sistema contributivo puro potrebbero ottenere l’integrazione al trattamento minimo. In alcuni casi la domanda INPS è necessaria.
In presenza dei requisiti reddituali previsti dalla legge, l’importo della prestazione potrebbe arrivare fino a circa 611,85 euro al mese.
Certificazione Unica 2026 e attenzione alle dichiarazioni RED
Infine, nel mese di aprile dovrebbe essere resa disponibile la Certificazione Unica 2026, relativa ai redditi percepiti nel 2025. Il documento sarà scaricabile dal sito dell’INPS o tramite intermediari.
Attenzione anche alla campagna RED. I pensionati che non hanno presentato entro il 28 febbraio 2026 le dichiarazioni reddituali richieste rischiano la sospensione di alcune prestazioni proprio a partire dalla mensilità di aprile.
Nel cedolino continueranno inoltre le trattenute dell’addizionale comunale in acconto, avviate da marzo e previste fino al mese di novembre.




