Assegno di Invalidità: l’Aumento a 612 Euro di Ottiene col Modello RED. Spettano Arretrati

Con la circolare n. 20 del 25 febbraio 2026, l’INPS ha reso operativa la sentenza n. 94/2025 della Corte Costituzionale. La novità è rilevante: anche gli assegni ordinari di invalidità (AOI) calcolati interamente con il sistema contributivo possono essere integrati al trattamento minimo.

Parliamo di una prestazione previdenziale, non assistenziale, destinata ai lavoratori con capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo e con almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nei 5 anni precedenti la domanda.

Nel 2026 il trattamento minimo è pari a 611,85 euro al mese. Se l’assegno è inferiore e si rispettano i limiti reddituali, l’importo viene aumentato fino a questa soglia.

Arretrati dal 1° agosto 2025

La sentenza produce effetti dal 10 luglio 2025. L’integrazione può essere riconosciuta con decorrenza 1° agosto 2025.

Questo significa che chi aveva diritto e percepiva un assegno inferiore al minimo può ottenere anche gli arretrati a partire da agosto 2025. L’importo spettante dipenderà dalla differenza tra quanto incassato e il minimo previsto.

Ma l’aumento non è automatico per tutti. Il punto centrale è la situazione reddituale comunicata all’INPS.

Il ruolo decisivo del Modello RED

L’integrazione al minimo è legata ai redditi personali (e in alcuni casi coniugali). Per questo è fondamentale aver presentato correttamente il Modello RED, cioè la dichiarazione della situazione reddituale richiesta dall’INPS per le prestazioni collegate al reddito.

Se i redditi risultano già comunicati e aggiornati, l’Istituto può procedere d’ufficio al ricalcolo.

Se invece il RED non è stato trasmesso o è incompleto, occorre presentare una domanda di ricostituzione reddituale.

Come chiedere la ricostituzione

La ricostituzione si presenta online sul sito INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, tramite il servizio “Ricostituzione pensione per motivi reddituali”. In alternativa ci si può rivolgere gratuitamente a un patronato.

La domanda serve a permettere all’INPS di verificare i redditi e liquidare l’integrazione, compresi gli arretrati dal 2025. Senza aggiornamento reddituale, l’aumento rischia di restare bloccato.