Assegno di Inclusione, Errori sull’Importo: dal 1° Aprile Puoi Correggere Tutto con l’ISEE Corrente

Assegno di inclusione

L’importo dell’Assegno di Inclusione continua a creare problemi a molte famiglie. In molti casi non si tratta di errori di calcolo, ma di un dato strutturale: l’ISEE 2026 fotografa i redditi del 2024, anche quando la situazione economica è peggiorata nel 2025 o nei primi mesi del 2026.

Questo scarto produce effetti concreti. Chi ha perso il lavoro, è entrato in cassa integrazione o ha visto ridursi drasticamente le entrate continua a risultare “più ricco” sulla carta. Il risultato è un ADI più basso del dovuto o, in alcuni casi, la perdita del diritto.

ISEE corrente: lo strumento per aggiornare i redditi e aumentare l’ADI

Per correggere questa distorsione esiste l’ISEE corrente, che consente di aggiornare i redditi rispetto a quelli utilizzati nell’ISEE ordinario.

In caso di perdita del lavoro o riduzione del reddito:

  • si può presentare dal 1° gennaio,
  • dopo aver fatto la DSU ordinaria ha una validità di 6 mesi

Questo significa che già nei primi mesi dell’anno è possibile intervenire per abbassare l’ISEE e ottenere un importo ADI più alto.

C’è però un passaggio operativo importante: se durante la validità dell’ISEE corrente un componente trova lavoro o inizia a percepire nuove prestazioni, è necessario aggiornarlo entro 2 mesi. Praticamente “entro subito”.

Dal 1° aprile si sblocca il secondo livello: aggiornamento del patrimonio

Accanto ai redditi, c’è un altro elemento che incide sull’ISEE: il patrimonio.

Ed è proprio qui che entra in gioco il 1° aprile. Da questa data, infatti, l’ISEE corrente può essere utilizzato anche per aggiornare una riduzione del patrimonio rispetto al 2024.

In questo caso la nuova DSU per ottenere l’ISEE Corrente:

  • si può presentare dal 1° aprile
  • resta valido fino al 31 dicembre

Se invece la situazione è doppia, cioè:

  • redditi diminuiti
  • patrimonio ridotto

l’ISEE corrente si presenta comunque dal 1° aprile e segue la stessa scadenza al 31 dicembre.

Questo è il vero punto di svolta: da aprile si può intervenire in modo completo, non solo sui redditi ma anche sui risparmi. La variazione del nuovo indicatore viene, attraverso la DSU, portata a conoscenza dell’INPS che ne terrà conto durante le lavorazioni mensili AdI.

Esempi concreti: perché da aprile l’importo può aumentare

Un lavoratore con reddito 2024 pari a 22.000 euro presenta un ISEE 2026 alto e riceve un ADI ridotto. Se nel 2025 perde il lavoro, può già da gennaio aggiornare i redditi con l’ISEE corrente e migliorare l’importo.

Ma se nel frattempo ha anche utilizzato i risparmi, ad esempio per sostenere le spese familiari, la vera correzione arriva dal 1° aprile. Solo da quel momento può aggiornare anche il patrimonio e abbassare ulteriormente l’ISEE.

Altro caso tipico è quello di un contratto a termine non rinnovato. Senza aggiornamento, l’ISEE continua a riflettere un reddito che non esiste più. Con l’ISEE corrente, prima si correggono i redditi, poi da aprile anche il patrimonio.

È in questa doppia correzione che si gioca la differenza: non una nuova regola, ma la possibilità reale di ottenere un assegno finalmente coerente con la situazione reale.