Le organizzazioni firmatarie del CCNL dei lavoratori domestici hanno presentato una piattaforma al Governo chiedendo interventi urgenti, con particolare attenzione a malattia, maternità e sostegni alle famiglie. Una riforma del lavoro domestico “non è più rinviabile”, sostengono Fidaldo, Domina, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, in una lettera. Ma vediamo cosa chiedono alle istituzioni e quali tipi di interventi sono attesi da milioni di famiglie e dai lavoratori domestici.
Malattia: oggi niente indennità INPS
Il primo nodo riguarda la malattia. Attualmente, per colf e badanti l’INPS non riconosce alcuna indennità economica.
L’unico sostegno è a carico del datore di lavoro, che deve garantire una retribuzione globale di fatto per un periodo limitato:
fino a 8 giorni per anzianità fino a 6 mesi; fino a 10 giorni tra 6 mesi e 2 anni; fino a 15 giorni oltre i 2 anni di servizio.
Dopo questi limiti, il lavoratore resta senza copertura economica. Proprio per questo i sindacati chiedono una tutela strutturale, come avviene negli altri settori.
Maternità: tutele legate ai contributi
Sul fronte maternità, una tutela esiste ma è condizionata. Le lavoratrici domestiche hanno diritto all’indennità INPS solo se possiedono determinati requisiti contributivi.
In particolare, servono:
almeno 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti l’inizio dell’astensione obbligatoria;
oppure 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti.
I contributi possono anche provenire da altri settori lavorativi. Tuttavia, queste condizioni escludono molte lavoratrici con carriere discontinue, rendendo necessario un rafforzamento delle tutele.
Incentivi alle famiglie: leva contro il lavoro nero
Il terzo punto centrale riguarda le famiglie. Le parti sociali chiedono agevolazioni fiscali e contributive per chi assume regolarmente. Ma anche il riconoscimento, per colf, badanti, baby sitter, custodi, dei bonus fiscali. Attualmente a loro spetta solo il trattamento integrativo a conguaglio.
L’obiettivo è ridurre il costo del lavoro domestico e contrastare l’irregolarità, che resta molto diffusa nel settore.
Il lavoro domestico coinvolge oltre 1,5 milioni di persone tra lavoratori e famiglie. Nonostante il ruolo fondamentale nel welfare, restano ampie zone di scopertura su diritti e tutele.
Per questo la richiesta è chiara: equiparare colf e badanti agli altri lavoratori, partendo proprio da malattia e maternità.




