Dopo mesi di utilizzo della Carta Dedicata a te, la misura di sostegno per le famiglie con redditi più bassi entra nella fase finale prevista dal decreto attuativo. Molti beneficiari hanno già utilizzato i 500 euro destinati alla spesa alimentare, ma non tutti sanno cosa accade alle somme non utilizzate entro la scadenza.
Il decreto del MASAF 30 luglio 2024 stabilisce infatti un percorso preciso: prima il termine per spendere il contributo, poi il monitoraggio delle risorse rimaste e infine il ritorno delle somme allo Stato. Ed è proprio da qui che si capisce come quei soldi possano essere utilizzati di nuovo per finanziare la misura.
Da settembre la distribuzione della Carta Dedicata a te da 500 euro
L’ultima edizione della Carta “Dedicata a te” è partita a settembre con la consegna delle carte prepagate ai nuclei familiari selezionati dai Comuni.
Il contributo previsto è stato di 500 euro una tantum, accreditati su una carta elettronica gestita da Poste Italiane. Le somme potevano essere utilizzate per acquistare beni alimentari di prima necessità presso supermercati e negozi convenzionati.
Il beneficio è arrivato a 1.157.179 famiglie (questo il numero di carte da poter distribuire) con ISEE entro 15.000 euro che:
- risultano residenti in Italia e iscritte all’anagrafe,
- non percepiscono altre misure di sostegno economico erogate dallo Stato,
- preferibilmente, sono composte da almeno 3 componenti.
L’obiettivo della misura è sostenere il potere d’acquisto delle famiglie più vulnerabili di fronte all’aumento dei prezzi dei beni essenziali.
Le due scadenze fondamentali: attivazione e utilizzo
Il calendario della misura ha previsto due passaggi chiave:
- Prima di tutto, la carta doveva essere attivata entro il 16 dicembre 2025 con il primo acquisto. Chi non ha effettuato alcuna spesa entro quella data ha perso automaticamente il diritto al contributo.
- Per chi invece ha attivato la carta in tempo, è scattata la seconda scadenza: tutte le somme dovevano essere utilizzate entro il 28 febbraio 2026.
Dallo scorso 1° marzo la carta si è disattivata in automatico e le eventuali somme residue non sono più spendibili.
Cosa succede ora: la fase finale prevista dal decreto
Una volta chiusa la fase di utilizzo, entra in gioco quanto previsto dall’articolo 8 del decreto attuativo del Ministero dell’Agricoltura. Secondo la norma:
- entro il 30 marzo 2026, Poste Italiane deve trasmettere al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste una rendicontazione finale delle risorse effettivamente utilizzate;
- entro il 30 aprile 2026 viene effettuato anche un monitoraggio delle somme rimaste inutilizzate.
I risultati di queste verifiche vengono poi condivisi con altri ministeri coinvolti nella misura, tra cui il Ministero delle imprese e del made in Italy, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dell’economia e delle finanze.
I soldi non spesi rifinanziano la Carta Dedicata a te
Il decreto stabilisce anche cosa succede alle risorse residue, cioè ai soldi rimasti sulle carte e non utilizzati dai beneficiari. Dopo il monitoraggio, le somme vengono riaccreditate sul conto intestato al Ministero dell’Agricoltura tramite cui viene gestita la misura. In pratica, i fondi tornano nella disponibilità dello Stato.
Il ritorno dei fondi al ministero non è solo un passaggio contabile. Le somme non utilizzate possono essere impiegate per rifinanziare la stessa misura, contribuendo alle future edizioni della Carta “Dedicata a te”.
Lo prevede l’articolo 2, comma 4, del decreto del 30 luglio, il quale stabilisce che: “La misura di sostegno si attua mediante l’utilizzo delle risorse del Fondo istituito dall’articolo 1, comma 450, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, come rifinanziato dall’articolo 1, comma 103,
della legge 30 dicembre 2024 n. 207 nonché di quelle residue, risultanti dal monitoraggio effettuato da Poste Italiane“.
Questo meccanismo consente quindi di recuperare le risorse rimaste inutilizzate e destinarle nuovamente al sostegno delle famiglie con maggiori difficoltà economiche. In altre parole, anche i soldi non spesi possono tornare utili per alimentare il fondo destinato alla carta nei prossimi anni.




