Arriva un nuovo pagamento per una parte dei lavoratori metalmeccanici dell’Industria. Con la busta paga di aprile è prevista infatti l’erogazione di 240 euro una tantum, una somma che rientra negli accordi sul rinnovo economico più recente.
Si tratta di un importo che non riguarda tutte le “tute blu” in generale, ma esclusivamente una platea ben precisa. Per questo motivo è importante chiarire subito chi ha diritto al pagamento.
A chi spettano i 240 euro una tantum
I 240 euro in arrivo ad aprile spettano ai dipendenti delle aziende a cui si applica il CCSL (Contratto Collettivo Specifico di Lavoro). Parliamo quindi dei lavoratori impiegati nei gruppi industriali come Stellantis, CNH Industrial, Iveco e Ferrari. Circa 70.000 Lavoratori.
Non si tratta quindi del CCNL metalmeccanici industria, firmato da Federmeccanica-Assistal e Fim-Fiom-Uilm, ma di un contratto diverso, applicato in specifiche grandi realtà del settore automotive e della meccanica. Si chiama infatti contratto collettivo “specifico” di lavoro. Di conseguenza, chi lavora in aziende che applicano il contratto nazionale Federmeccanica-Assistal non riceverà questo pagamento.
Perché arriva il pagamento ad aprile
La somma di 240 euro rappresenta la seconda tranche dell’una tantum complessiva da 480 euro prevista dal rinnovo del biennio economico 2025-2026 del CCSL.
La prima parte è stata riconosciuta nel corso del 2025, mentre la seconda viene ora erogata proprio con la retribuzione di aprile 2026.
Questo importo è stato introdotto per compensare il periodo precedente al rinnovo e per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori. All’Una tantum non si applica la detassazione degli aumenti contrattuali, pari al 5%, stabilita dalla Legge di Bilancio 2026.
Come viene pagata la somma in busta paga
L’importo di 240 euro viene inserito direttamente in busta paga come voce una tantum, nel corpo centrale del cedolino. Non si tratta quindi di un aumento strutturale dello stipendio, ma di un pagamento straordinario.
Proprio per questa natura, la somma non incide su tredicesima, TFR o altri istituti retributivi collegati.
Resta comunque un’entrata importante per i lavoratori interessati, che si aggiunge agli aumenti salariali già previsti dal rinnovo del CCSL nel biennio 2025-2026.




