L’INPS torna a fare chiarezza sull’ISCRO, l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa destinata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata. Con il Messaggio n. 1129 del 31 marzo 2026, l’Istituto ha precisato un aspetto che negli ultimi anni ha creato numerose reiezioni delle domande: il rapporto tra versamenti contributivi e iscrizione formale alla Gestione separata.
L’ISCRO, diventata strutturale con la legge di Bilancio 2024, può arrivare fino a 800 euro erogati per 6 mesi, ed è riconosciuta ai professionisti senza cassa iscritti alla Gestione separata INPS.
Perché molte domande ISCRO venivano respinte
Nel messaggio, l’INPS spiega che numerosi lavoratori autonomi avevano regolarmente versato i contributi previdenziali, ma non avevano completato la formale iscrizione alla Gestione separata.
Proprio questa mancanza aveva portato alla bocciatura delle domande ISCRO e anche delle richieste di DIS-COLL per collaboratori e assegnisti di ricerca.
L’Istituto ricorda infatti che l’iscrizione alla Gestione separata non avviene automaticamente con il pagamento dei contributi o con la dichiarazione dei redditi. Serve un adempimento specifico da parte del lavoratore.
Cosa cambia con il Messaggio INPS 1129 del 2026
Con il nuovo chiarimento, l’INPS apre però a una maggiore tutela per i lavoratori interessati.
Il Messaggio n. 1129 precisa infatti che la mancata formalizzazione dell’iscrizione non impedisce il pagamento dell’ISCRO o della DIS-COLL se il lavoratore ha comunque assolto l’obbligo contributivo verso la Gestione separata.
In pratica, se i contributi risultano regolarmente versati, la prestazione può essere liquidata anche in assenza dell’iscrizione formalmente completata.
Resta comunque fermo l’obbligo di regolarizzare la posizione previdenziale.
Chi può ottenere l’ISCRO da 800 euro
L’ISCRO spetta ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata che esercitano attività professionale abituale ai sensi dell’articolo 53 del TUIR. Tra i beneficiari rientrano anche professionisti associati e componenti di società semplici con reddito da lavoro autonomo.
Restano necessari tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa, compresa la regolarità contributiva e l’assenza di altre iscrizioni previdenziali obbligatorie.
Il chiarimento dell’INPS evita quindi nuove esclusioni automatiche, ma conferma un principio importante: senza iscrizione alla Gestione separata, l’accesso alle prestazioni resta a rischio e la posizione deve comunque essere sistemata.




