Sta per partire una nuova fase relativa al Fondo Espero, il fondo pensione complementare dedicato al personale della scuola. Nei prossimi giorni gli istituti scolastici riceveranno tramite PEC le comunicazioni contenenti le lettere di benvenuto destinate ai cosiddetti lavoratori “silenti”.
Si tratta del primo gruppo di docenti e Ata che aveva ricevuto l’informativa sul meccanismo del silenzio-assenso lo scorso giugno e che, trascorsi nove mesi, non ha espresso alcuna scelta formale di adesione o rinuncia.
Cosa succede dopo la ricezione della PEC
Dal momento in cui la PEC verrà consegnata alla scuola scatteranno 30 giorni di tempo entro cui il lavoratore potrà eventualmente esercitare il diritto di recesso.
Per effettuare il recesso non sarà possibile utilizzare modalità cartacee ordinarie. L’operazione dovrà essere eseguita esclusivamente tramite l’Area riservata del Fondo Espero, accessibile con SPID o Carta d’Identità Elettronica direttamente dal sito ufficiale del Fondo.
I lavoratori che invece intendono mantenere l’adesione potranno utilizzare l’area riservata per integrare o aggiornare i propri dati anagrafici e i recapiti personali, informazioni considerate fondamentali per la gestione della posizione previdenziale complementare.
Cosa fare se l’area riservata non funziona
In alcuni casi potrebbe accadere che, entrando nell’area riservata, il personale scolastico non trovi alcuna posizione attiva o non riesca a completare la procedura.
In questa situazione viene consigliato di contattare il call center del Fondo Espero al numero 06/52279155 per ricevere assistenza.
Se però non si ottiene risposta e si vuole comunque esercitare il recesso, è opportuno inviare entro i 30 giorni una PEC direttamente al Fondo Espero allegando anche un documento di identità.
Cos’è il Fondo Espero
Il Fondo Espero è il fondo nazionale di previdenza complementare destinato ai lavoratori del comparto scuola.
Attraverso il fondo, docenti e personale ATA possono costruire una pensione integrativa rispetto a quella pubblica obbligatoria, versando contributi volontari ai quali si aggiunge anche il contributo del datore di lavoro previsto dal contratto collettivo.
L’adesione può avvenire volontariamente oppure tramite il meccanismo del silenzio-assenso introdotto per il personale neoassunto.




