Salario Giusto: basta l’Autodichiarazione per avere il Bonus Giovani 2026

Arrivano le istruzioni operative dell’Inps per il bonus giovani introdotto dall’articolo 2 del decreto legge 62/2026, il cosiddetto “decreto primo maggio” (o decreto lavoro).

Con la circolare n. 55 del 14/5/2026, l’Istituto ha definito le regole per l’esonero contributivo destinato alle assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori under 35 svantaggiati effettuate nel corso del 2026. Al momento, però, la procedura online per presentare le domande non è ancora attiva.

A chi spetta il bonus under 35

La misura riguarda le assunzioni con contratto subordinato a tempo indeterminato. Restano esclusi dirigenti, lavoratori domestici e apprendisti. La circolare Inps conferma inoltre che non possono accedere all’incentivo i lavoratori con contratto intermittente, anche se assunti a tempo indeterminato.

L’agevolazione consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi Inail. Il beneficio può arrivare fino a 500 euro al mese per ciascun lavoratore assunto, importo che sale a 650 euro per le aziende con sede o unità produttiva nelle aree Zes.

Per i contratti part time il massimale deve essere riparametrato in base all’orario di lavoro.

Le condizioni richieste alle aziende

La circolare 55/2026 ricorda che per ottenere il bonus devono essere rispettate le regole previste dall’articolo 31 del Dlgs 150/2015, oltre agli obblighi relativi a Durc e sicurezza sul lavoro.

L’assunzione deve inoltre garantire un incremento occupazionale netto, da verificare mensilmente.

Tra le condizioni compare anche il divieto di effettuare licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o procedure collettive nella stessa unità produttiva interessata dall’assunzione incentivata.

L’Inps richiama poi l’obbligo di attestare il riconoscimento del cosiddetto “salario giusto”, previsto dall’articolo 7 del Dl 62/2026, anche se la stessa circolare non chiarisce ancora i criteri concreti per definirlo. In questi giorni il decreto è in esame al Senato per la conversione in legge ed è stato lo stesso INPS a sollevare dubbi sulla tenuta dell’attuale impianto normativo, chiedendo modifiche che chiariscano cosa si intende per Trattamento Economico Complessivo. Il rischio è che vi siano interpretazioni differenziate, anche in base ai vari CCNL, tali per cui verrebbe depotenziata anche l’attività ispettiva.

Domande non ancora attive

L’Inps ha spiegato che sarà necessaria una successiva comunicazione per l’apertura della piattaforma telematica per il caricamento delle domande.

Quando la procedura sarà disponibile, le aziende potranno presentare domanda sia per lavoratori già assunti sia per future assunzioni. In caso di esito positivo dei controlli e disponibilità delle risorse, l’Istituto accantonerà il beneficio. Se l’assunzione deve ancora essere effettuata, il datore di lavoro avrà 10 giorni di tempo per completarla.