INPS, Cedolino Pensione Giugno Online: Ecco Chi Vede la Trattenuta Fino a 1.000 Euro

Il cedolino della pensione di giugno è finalmente disponibile e molti pensionati stanno già controllando l’importo che riceveranno nei prossimi giorni. Per qualcuno non ci saranno sorprese, ma altri potrebbero trovare un assegno più leggero del previsto. Dietro ai tagli comparsi nei cedolini c’è infatti il recupero di somme che l’INPS ritiene non dovute e che ora sta trattenendo a rate direttamente sulla pensione.

Intanto sono già definite anche le date dei pagamenti di giugno, sia per chi riceve l’accredito in banca sia per chi ritira i contanti negli uffici postali.

Cedolino pensione giugno 2026 disponibile dal 20 maggio

Da mercoledì 20 maggio l’INPS ha reso disponibile il cedolino pensionistico relativo al mese di giugno. I pensionati possono consultarlo accedendo all’area personale del portale dell’Istituto tramite SPID, CIE o CNS.

Questa è la schermata che appare:

cedolino pensione giugno

Cliccando su “visualizza cedolini” sarà possibile controllare:

  • l’importo lordo e netto della pensione,
  • le trattenute fiscali,
  • conguagli e recuperi applicati sul rateo mensile.

Per molti pensionati il controllo del cedolino sarà particolarmente importante questo mese, perché proprio a giugno iniziano a comparire le nuove trattenute legate ai recuperi avviati dall’INPS.

Quando viene pagata la pensione di giugno

Il pagamento delle pensioni di giugno 2026 partirà lunedì 1° giugno, sia per chi riceve l’accredito bancario sia chi lo riceve su conto postale.

Chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali dovrà seguirà il tradizionale calendario predisposto da Poste Italiane, organizzato in ordine alfabetico per evitare affollamenti agli sportelli. Martedì 2 giugno, Festa della Repubblica, non rientrerà nei giorni utili per il ritiro e il calendario subirà quindi un lieve allungamento rispetto al solito.

Perché alcuni pensionati avranno un importo più basso

Come accennato, molti pensionati stanno notando importi inferiori rispetto ai mesi precedenti a causa di trattenute avviate dall’INPS per recuperare somme considerate indebite.

La vicenda riguarda oltre 15mila pensionati e nasce da un errore nelle operazioni fiscali effettuate nel 2024. In quel periodo erano state introdotte nuove agevolazioni legate al taglio del cuneo fiscale, con detrazioni che potevano arrivare fino a 1.000 euro.

Questi benefici erano destinati esclusivamente ai lavoratori dipendenti e ai percettori di strumenti di sostegno al reddito, come NASpI, cassa integrazione e assegni di integrazione salariale. In diversi casi, però, le detrazioni sarebbero state riconosciute anche a pensionati che non ne avevano diritto.

Il recupero dei “1.000 euro” parte dal cedolino di giugno

Dopo le verifiche effettuate successivamente, l’INPS ha accertato che alcune somme erano state attribuite erroneamente e ha deciso di recuperarle direttamente sulle pensioni.

Per evitare trattenute troppo pesanti in un’unica soluzione, il recupero viene effettuato in maniera graduale attraverso rate mensili inserite nei cedolini pensionistici. In alcuni casi l’importo complessivo da restituire può arrivare fino a circa 1.000 euro, cioè il valore massimo del beneficio fiscale riconosciuto in modo non corretto durante il 2024.

Non rischiano invece trattenute i lavoratori andati in pensione dal 2025 in avanti.

Come verificare se c’è una trattenuta sul cedolino

Chi vuole controllare la presenza del recupero può verificare direttamente il cedolino pensione pubblicato dall’INPS oppure consultare il modello Obis/M disponibile online. All’interno del documento sono riportate tutte le voci relative alla pensione mensile, comprese eventuali trattenute fiscali o, appunto, recuperi rateizzati applicati dall’Istituto.

Per molti pensionati il mese di giugno sarà quindi importante non solo per conoscere la data del pagamento, ma anche per capire se l’assegno subirà riduzioni legate ai controlli effettuati dall’INPS sulle detrazioni fiscali riconosciute negli anni passati.