NASpI per Colf e Badanti: INPS Paga gli Arretrati dopo la Terza Sentenza Sfavorevole

Colf

Una nuova sentenza rafforza il diritto alla NASpI per colf e badanti che si dimettono durante il periodo protetto di maternità. Dopo le decisioni dei Tribunali di Lodi e Pavia, anche il Tribunale di Reggio Emilia ha condannato l’INPS a riconoscere l’indennità di disoccupazione a una lavoratrice domestica che aveva lasciato il lavoro entro il primo anno di vita della figlia.

Il caso esaminato dal Tribunale di Reggio Emilia

La vicenda riguarda una badante trentenne che, dopo aver usufruito del congedo di maternità obbligatorio, si era dimessa il 22 settembre 2024. Pochi giorni dopo aveva presentato domanda di NASpI, ma l’INPS aveva respinto la richiesta sostenendo che le lavoratrici domestiche non avessero diritto all’indennità in caso di dimissioni durante il periodo di maternità tutelato.

La donna ha quindi impugnato il provvedimento davanti al giudice del lavoro ottenendo il pieno riconoscimento del proprio diritto e quindi anche alle mensilità arretrate.

Le motivazioni della sentenza

Secondo il Tribunale di Reggio Emilia, negare la NASpI alle lavoratrici domestiche determinerebbe una disparità di trattamento rispetto alle altre lavoratrici dipendenti che si trovano nelle medesime condizioni.

La giudice ha evidenziato che una diversa interpretazione creerebbe una lacuna normativa incompatibile con le finalità di tutela della maternità previste dall’ordinamento. In sostanza, il fatto di svolgere attività di colf o badante non può comportare una protezione inferiore rispetto a quella riconosciuta alle altre lavoratrici madri.

I precedenti di Lodi e Pavia

La decisione di Reggio Emilia non rappresenta un caso isolato. Già nel 2023 il Tribunale di Lodi aveva riconosciuto la NASpI a una collaboratrice domestica dimissionaria durante il periodo protetto.

Più recentemente, a marzo 2026, anche il Tribunale di Pavia ha accolto un ricorso analogo, confermando che l’esclusione delle lavoratrici domestiche dalla tutela risulta discriminatoria.

Cosa può cambiare adesso

Con tre pronunce favorevoli, si sta formando un orientamento giurisprudenziale sempre più solido. Al momento l’INPS non ha ancora modificato formalmente la propria interpretazione, ma le sentenze di Lodi, Pavia e Reggio Emilia potrebbero spingere l’Istituto a rivedere le proprie prassi.

Per colf e badanti che si dimettono entro il primo anno di vita del figlio si tratta di un precedente importante che rafforza la possibilità di ottenere la NASpI anche in caso di rigetto iniziale della domanda.