Nei primi giorni di giugno arriverà il dato definitivo dell’IPCA-NEI, l’indice ISTAT che misura l’inflazione al netto dei beni energetici importati e che tradizionalmente rappresenta il parametro di riferimento per gli aumenti salariali dei metalmeccanici. Quest’anno, però, l’attesa per il dato avrà soprattutto un valore formale. Gli aumenti previsti dal nuovo CCNL Metalmeccanici Industria sono infatti già stati fissati a livelli superiori rispetto a quelli che sarebbero derivati dall’applicazione dell’indice inflattivo.
L’IPCA-NEI sarà ufficializzato a giugno
Come avvenuto negli anni precedenti, l’ISTAT renderà noto nei prossimi giorni il valore definitivo dell’IPCA-NEI relativo al 2025. Si tratta dello stesso indicatore utilizzato dalla clausola di garanzia salariale prevista dal contratto nazionale.
Già a dicembre 2025, tuttavia, l’Istituto di statistica aveva anticipato una crescita dell’IPCA-NEI intorno al 2%, una stima poi confermata nelle successive valutazioni economiche.
Perché il dato non cambierà gli aumenti
La novità è che il rinnovo del CCNL firmato da Federmeccanica, Assistal e Fim-Fiom-Uilm il 22 novembre 2025 ha già stabilito aumenti economici superiori rispetto a quelli che sarebbero derivati dall’applicazione automatica dell’indice ISTAT.
Per questo motivo l’ufficializzazione dell’IPCA-NEI non produrrà alcuna variazione sulle buste paga dei lavoratori metalmeccanici dell’industria. La clausola di garanzia, infatti, interviene soltanto quando il valore dell’indice risulta più favorevole rispetto agli aumenti contrattuali già concordati.
Quanto avrebbe prodotto l’IPCA
Le simulazioni effettuate dopo la pubblicazione della stima ISTAT mostrano che un’applicazione diretta dell’IPCA-NEI al 2% avrebbe determinato aumenti più bassi.
Per il livello C3, uno dei più diffusi nel settore metalmeccanico, l’adeguamento si sarebbe fermato a circa 43 euro mensili. Il nuovo contratto ha invece fissato un incremento di 53,17 euro a partire da giugno 2026. La differenza supera quindi i 10 euro al mese.
A giugno resta confermato l’aumento previsto dal contratto
Salvo sorprese clamorose, quindi, il dato definitivo dell’IPCA-NEI avrà un valore – per così dire – “statistico” ma non produrrà effetti concreti sugli stipendi.
Per i lavoratori metalmeccanici dell’industria resta confermato l’aumento stabilito dal rinnovo contrattuale, con importi già definiti e superiori a quelli che sarebbero stati garantiti dal solo meccanismo di rivalutazione legato all’inflazione. L’attesa per l’IPCA serve dunque soprattutto a certificare che la contrattazione ha assicurato aumenti più elevati rispetto a quelli che sarebbero arrivati automaticamente dall’indice ISTAT.




