Docenti di Scuola Primaria e Infanzia: Attenzione alla Ritenuta ENAM Quando si Entra in Ruolo

Con l’avvio delle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027, molti docenti della scuola primaria e dell’infanzia si accorgeranno di una voce in più tra le trattenute previdenziali presenti nel cedolino NoiPA. Si tratta della ritenuta ENAM, un contributo obbligatorio che continua ad essere applicato nonostante l’Ente Nazionale Assistenza Magistrale sia stato soppresso ormai da molti anni.

Ogni anno questa trattenuta suscita dubbi e domande, soprattutto tra gli insegnanti neoassunti, che vedono diminuire il proprio stipendio netto senza comprenderne immediatamente il motivo.

Cos’è la ritenuta ENAM

L’ENAM (Ente Nazionale Assistenza Magistrale) è stato soppresso nel 2010.

Le sue funzioni assistenziali sono state trasferite prima all’INPDAP e successivamente all’INPS, ma il contributo previdenziale previsto per gli insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia è rimasto in vigore.

Per questo motivo, ancora oggi, i docenti appartenenti a questi ruoli continuano a versare la relativa contribuzione.

Chi deve pagare il contributo

La ritenuta riguarda esclusivamente:

  • i docenti di ruolo della scuola dell’infanzia;
  • i docenti di ruolo della scuola primaria.

I supplenti con contratto a tempo determinato non sono soggetti alla trattenuta ENAM, poiché non possono accedere alle prestazioni assistenziali finanziate da tale contribuzione.

Per molti insegnanti il contributo compare nel cedolino proprio dal primo stipendio successivo all’immissione in ruolo.

Quanto viene trattenuto

La contribuzione ENAM è pari allo 0,80% dello stipendio tabellare esclusa la voce “IIS Conglobata”.

La trattenuta viene calcolata esclusivamente sullo stipendio tabellare e non interessa altre componenti della retribuzione.

Restano escluse, ad esempio:

  • la Retribuzione Professionale Docenti (RPD);
  • l’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC);
  • le ore eccedenti;
  • gli altri compensi accessori.

Anche con l’applicazione del nuovo CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, la percentuale della ritenuta rimane invariata, mentre può aumentare l’importo trattenuto in conseguenza dell’incremento dello stipendio tabellare.

Quali prestazioni finanzia oggi

Sebbene l’ENAM non esista più come ente autonomo, il contributo continua a finanziare le prestazioni assistenziali oggi gestite dall’INPS.

Tra queste rientrano, ad esempio:

  • alcune prestazioni creditizie dedicate agli insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia;
  • i piccoli prestiti previsti dalla normativa;
  • le iniziative assistenziali e sociali riservate agli aventi diritto, comprese le attività presso le cosiddette “Case del Maestro”, secondo le disposizioni vigenti dell’INPS.

Quando è possibile chiedere il rimborso

Esistono situazioni nelle quali la ritenuta ENAM non è più dovuta.

Il caso più frequente riguarda il docente che, dopo essere stato immesso in ruolo nella scuola primaria o dell’infanzia, transita nei ruoli della scuola secondaria.

In questa circostanza le trattenute eventualmente effettuate dopo il passaggio di ruolo possono risultare non dovute e il dipendente può richiederne il rimborso, presentando apposita istanza all’amministrazione competente.

Analoga verifica può essere opportuna anche nei casi in cui, per errore, la trattenuta continui ad essere applicata pur in assenza dei presupposti previsti dalla normativa.

Una voce da conoscere per evitare sorprese

Ogni anno migliaia di insegnanti entrano per la prima volta nei ruoli dello Stato e scoprono che il netto dello stipendio è leggermente inferiore rispetto alle attese.

Nella maggior parte dei casi la spiegazione è proprio la presenza della ritenuta ENAM, che rappresenta una contribuzione obbligatoria riservata ai docenti di ruolo della scuola primaria e dell’infanzia.

Conoscere il motivo della trattenuta consente di interpretare correttamente il cedolino NoiPA ed evitare inutili preoccupazioni quando si riceve il primo stipendio da docente di ruolo.

Tabella riassuntiva