C’è chi ha già ricevuto il rimborso Irpef in busta paga, chi lo aspetta ad agosto e chi, invece, dopo aver presentato il modello 730 si è trovato davanti a un ostacolo che rischia di bloccare il conguaglio. In questi casi l’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione specifica via email e nell’area riservata del sito. Ignorarla potrebbe significare dover intervenire per non rallentare il rimborso o per gestire correttamente le imposte dovute.
Vediamo nel dettaglio.
Perché l’Agenzia delle Entrate sta inviando queste comunicazioni
Dopo la presentazione del modello 730, l’Agenzia delle Entrate verifica che il sostituto d’imposta indicato possa effettuare le operazioni di conguaglio, cioè trattenere le eventuali imposte dovute oppure erogare il rimborso spettante.
Se il datore di lavoro o l’ente pensionistico comunica di non poter effettuare il conguaglio, il contribuente riceve una doppia segnalazione:
- una email all’indirizzo indicato durante la compilazione della dichiarazione,
- un avviso nell’area riservata dedicata alla dichiarazione precompilata.
Problemi col rimborso 730, chi rischia di ricevere l’avviso
Il problema può riguardare diverse situazioni, ad esempio:
- è stato indicato un sostituto d’imposta errato;
- il contribuente ha cambiato datore di lavoro dopo aver presentato il 730;
- il rapporto di lavoro è cessato e quindi non esiste più un sostituto che possa effettuare il conguaglio.
In tutti questi casi il modello 730 non può essere gestito normalmente, perché manca il soggetto incaricato di effettuare trattenute o rimborsi.
Cosa fare se arriva la comunicazione dall’Agenzia delle Entrate
Chi riceve l’avviso dell’Agenzia delle Entrate può intervenire presentando un modello 730 integrativo di tipo 2. Le possibilità sono due:
- indicare il nuovo sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio;
- scegliere la modalità “senza sostituto”.
Se si opta per il 730 senza sostituto e dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Se invece risultano imposte da versare, sarà il contribuente a dover effettuare il pagamento tramite modello F24.
La modifica del sostituto d’imposta attraverso la dichiarazione precompilata può essere effettuata fino al prossimo 10 novembre. Dopo questa data sarà comunque possibile correggere la dichiarazione utilizzando il modello Redditi integrativo entro il 31 dicembre 2031, seguendo le regole previste dall’Agenzia delle Entrate.
Attenzione se devi modificare anche altri dati della dichiarazione
Se oltre al sostituto d’imposta occorre correggere redditi, detrazioni, oneri o altri elementi della dichiarazione, non basta il 730 integrativo di tipo 2.
In questo caso bisogna presentare un modello Redditi aggiuntivo, correttivo o integrativo. Poiché il precedente risultato contabile viene annullato dopo il diniego del sostituto, sarà necessario ricalcolare gli importi da versare oppure quelli da chiedere a rimborso.
Anche chi ha già presentato il 730 dovrebbe controllare
La presentazione della dichiarazione non conclude sempre la procedura. Mentre molti contribuenti stanno già ricevendo il rimborso o lo riceveranno con le buste paga o le pensioni di agosto, altri potrebbero aver ricevuto una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate che richiede un intervento.
Per questo è consigliabile controllare sia l’email indicata nella dichiarazione sia i messaggi presenti nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate: se è arrivato un avviso, intervenire rapidamente permette di evitare ritardi nei rimborsi o problemi nella gestione del conguaglio fiscale.




