Colf e Badanti: con 10.439 Euro di Reddito Annuo Quanto Spetta di Rimborso nel 730? Caso Pratico

Colf

Reddito annuo di 10.439 euro, spese sanitarie per 975 euro e un rimborso finale di 1.207 euro. Analizziamo la dichiarazione dei redditi di un lavoratore domestico per capire come si forma il credito fiscale e perché il pagamento viene effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Per comprendere meglio il meccanismo, prendiamo il caso di un nostro lettore: un lavoratore domestico residente a Roma, non coniugato e senza figli a carico, che nel 2025 ha percepito un reddito da lavoro domestico pari a 10.439 euro lordi annui.

Si tratta di una retribuzione che corrisponde a 9.859 euro netti nell’anno, circa 750 euro netti circa al mese considerando anche la tredicesima mensilità.

Dalla retribuzione lorda al netto percepito

Nell’immagine in basso, vediamo la certificazione rilasciata dal datore di lavoro che indica una retribuzione lorda annua 2025 di 10.439,52 euro.

Dall’importo lordo sono stati trattenuti contributi INPS a carico del lavoratore per 580,32 euro.

Il netto percepito nel corso del 2025 è pari a 9.859,20 euro.

Si tratta della somma realmente incassata dal lavoratore durante l’anno.

Colf e badanti meccanismo diverso dagli altri lavoratori dipendenti

Per comprendere il risultato della dichiarazione ricordiamo che il datore di lavoro non svolge il ruolo di sostituto d’imposta.

Questo significa che, a differenza di quanto avviene nelle aziende, non trattiene l’IRPEF e le addizionali dallo stipendio del lavoratore e non effettua i conguagli fiscali di fine anno.

Di conseguenza, eventuali crediti fiscali non sono riconosciuti durante l’anno in busta paga e, allo stesso tempo, eventuali imposte dovute non sono trattenute dalla retribuzione.

Per colf e badanti il conguaglio fiscale viene gestito direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

In sostanza:

  • se dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito, il rimborso è pagato direttamente dall’Agenzia delle Entrate;
  • se invece emerge un debito fiscale, è il lavoratore a effettuare il pagamento tramite modello F24.

È proprio per questo motivo che, per i lavoratori domestici, il modello 730 assume un ruolo particolarmente importante nella determinazione delle imposte dovute e degli eventuali rimborsi spettanti.

Le spese sanitarie indicate nel modello 730/2026 e i due Bonus

Nel corso del 2025 il nostro lavoratore ha sostenuto spese sanitarie per 975 euro, regolarmente inserite nel modello 730.

Le spese mediche consentono di ottenere una detrazione fiscale e contribuiscono a ridurre le imposte dovute.

Però, nel nostro caso il rimborso finale non nasce principalmente da quest’onere.

La parte più interessante emerge dal prospetto di liquidazione della dichiarazione.

Il lavoratore recupera DUE BONUS che non ha ricevuto nel corso dell’anno:

  • la prima è il trattamento integrativo, conosciuto da molti contribuenti come ex Bonus Renzi, pari a 1.200 euro.
  • la seconda è la somma integrativa prevista dall’articolo 1, comma 4, della Legge n. 207/2024, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 20.000 euro.

Nel caso esaminato questa agevolazione ammonta a 553 euro.

È proprio questo il motivo per cui il credito fiscale cresce in modo significativo.

Come si forma il rimborso fiscale

Dal prospetto di liquidazione emerge un credito IRPEF pari a 1.492 euro. Nello stesso documento viene però calcolata anche un’addizionale regionale IRPEF da versare pari a 181 euro, oltre agli acconti relativi all’anno successivo.

Il risultato finale nasce dalla differenza tra crediti spettanti e somme dovute dal contribuente.

È proprio da questo conteggio che si arriva all’importo che sarà successivamente rimborsato dall’Agenzia delle Entrate.

Quanto riceverà effettivamente il lavoratore

Quanto spetta effettivamente di rimborso?

Nel prospetto finale del 730/2026 compare chiaramente l’importo che sarà rimborsato, pari a 1.207 euro.

Non sarà quindi il datore a effettuare il pagamento, ma direttamente l’Agenzia delle Entrate secondo le modalità previste per i contribuenti senza sostituto d’imposta.