Colf e Badanti nei Giorni Scorsi Sono Scesi in Piazza: Ecco i 3 Principali Motivi della Protesta

Colf

Nei giorni scorsi colf e badanti hanno manifestato a Torino per portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà che continuano a vivere ogni giorno nonostante il ruolo fondamentale che svolgono nell’assistenza agli anziani e alle persone fragili. Lo slogan scelto per la mobilitazione è stato emblematico: “Siamo essenziali ma nessuno ci vede”.

La protesta è stata organizzata in occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico e ha messo in evidenza numeri significativi. Solo a Torino si contano oltre 26 mila lavoratrici domestiche regolarmente assunte, mentre in Piemonte il settore coinvolge circa 118 mila persone. Secondo le organizzazioni presenti al presidio, almeno la metà delle lavoratrici opererebbe però ancora senza un regolare contratto.

Malattia, Legge 104 e pensioni tra le principali criticità

Le manifestanti hanno puntato l’attenzione soprattutto sulle tutele considerate insufficienti rispetto ad altri lavoratori.

Uno dei temi più sentiti riguarda la malattia. Le colf e le badanti hanno denunciato che il contratto garantisce appena 15 giorni di copertura economica all’anno, con costi a carico del datore di lavoro e senza un vero sostegno pubblico nei casi più gravi.

Al centro delle rivendicazioni anche la Legge 104. Durante la protesta è stato ricordato che molte lavoratrici che devono assistere figli con disabilità subiscono penalizzazioni economiche quando usufruiscono dei permessi previsti dalla normativa.

Non meno importante il tema delle pensioni. Alcune testimonianze hanno evidenziato assegni previdenziali particolarmente bassi, in alcuni casi inferiori a 150 euro mensili, nonostante anni di attività lavorativa.

Le richieste avanzate alle istituzioni

Le lavoratrici chiedono interventi concreti per rendere il settore più tutelato e attrattivo. Tra le proposte avanzate figurano l’istituzione di un fondo dedicato a coprire malattia, infortuni e periodi di disoccupazione, la creazione di un albo professionale delle badanti e misure più efficaci contro il lavoro nero.

La mobilitazione ha inoltre rilanciato la necessità di sostenere economicamente le famiglie che assumono regolarmente personale domestico. Che è anche un forma di contrasto al lavoro nero. L’obiettivo, spiegano le manifestanti, è riconoscere finalmente il valore di un lavoro che sostiene ogni giorno una parte importante del welfare italiano.