Dopo la firma del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai agricoli e florovivaisti, sottoscritto il 28 maggio 2026 per il quadriennio 2026-2029, entra ora nel vivo la contrattazione di secondo livello con la definizione dei Contratti Provinciali di Lavoro (CPL). Si apre così una fase fondamentale per oltre 1 milione di lavoratori e circa 170 mila imprese agricole, chiamata a tradurre sul territorio le novità del rinnovo nazionale attraverso ulteriori miglioramenti economici e normativi.
Il rinnovo del CCNL: aumento del 5,1% e nuove regole per il lavoro agricolo
L’accordo nazionale, raggiunto dopo una lunga trattativa tra le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali, prevede un incremento retributivo del 5,1% per il biennio 2026-2027, distribuito in due tranche: 3,4% dal 1° giugno 2026 e 1,7% dal 1° gennaio 2027.
Il rinnovo introduce anche importanti strumenti per favorire la continuità occupazionale in un settore che fatica sempre più a reperire manodopera. Tra le principali novità figurano la possibilità di stipulare contratti a termine di durata triennale, le convenzioni per programmare le assunzioni e un elemento aggiuntivo della retribuzione destinato ai lavoratori stagionali che rinnovano nel tempo il rapporto con la stessa azienda.
L’accordo individua inoltre i criteri per la determinazione del Trattamento Economico Complessivo (TEC), parametro previsto dal decreto-legge sul cosiddetto “giusto salario”, e rafforza il sistema di welfare contrattuale ampliando le tutele per i lavoratori che si trovano in situazioni di particolare difficoltà.
Brescia tra le prime province a firmare il contratto integrativo
Tra i primi territori a definire il nuovo Contratto Provinciale di Lavoro c’è Brescia, dove l’accordo interessa circa 13 mila operai agricoli e florovivaisti.
Sul piano economico viene riconosciuto un incremento retributivo del 6,4%, articolato in tre fasi, mentre per i lavoratori dell’8° livello l’aumento raggiunge il 6,6%, superando i “limiti” previsti dal rinnovo del CCNL. È inoltre previsto un incremento di 35 euro dell’indennità di aprile per tutti i livelli.
Sicurezza, indennità e lotta al caporalato
Il contratto provinciale recepisce e rafforza diversi aspetti del rinnovo nazionale.
Nasce l’Ente Bilaterale Agricolo Territoriale (EBAT), che si occuperà di banca dati delle imprese, formazione, sicurezza sul lavoro e iniziative di contrasto al caporalato.
Tra le novità figurano anche l’istituzione della Giornata della sicurezza, il rafforzamento del ruolo dei rappresentanti territoriali della sicurezza, maggiori tutele contro molestie e violenze nei luoghi di lavoro e l’estensione della conservazione del posto di lavoro fino a 14 mesi in caso di infortunio certificato dall’INAIL.
Sul fronte economico vengono aggiornate anche diverse indennità: quella di mungitura sale a 0,055 euro per quintale di latte conferito, l’indennità del capo fiduciario passa da 45 a 60 euro mensili e viene disciplinata l’integrazione del 10% a carico del datore di lavoro per la Cassa integrazione straordinaria degli operai agricoli nei casi non precedentemente regolati.


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