L’estate porta con sé un dubbio che ogni anno riguarda migliaia di famiglie: il Bonus nido continua a essere riconosciuto anche nei mesi di luglio e agosto oppure si interrompe con la fine dell’anno educativo?
La risposta non è uguale per tutti. Molto dipende dal servizio frequentato dal bambino e dal periodo in cui la struttura rimane effettivamente aperta. Le regole chiarite dall’INPS spiegano infatti quando il rimborso può essere richiesto e quando, invece, non è più previsto.
Cos’è il Bonus nido e a chi spetta
Il Bonus nido è il contributo con cui l’INPS rimborsa alle famiglie le spese sostenute per la frequenza di asili nido e di alcuni servizi educativi per la prima infanzia.
L’importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare (il valore massimo erogabile è pari a 3.600 euro) e viene riconosciuto ai genitori dei bambini fino a 3 anni che frequentano le strutture ammesse al beneficio.
Il contributo non viene erogato tutto insieme, ma viene rimborsato mese per mese dopo la presentazione della documentazione che dimostra il pagamento della retta.
Il bonus copre al massimo 11 mesi: perché agosto normalmente resta escluso
Uno degli aspetti più importanti da conoscere è che il Bonus nido può essere riconosciuto per un massimo di 11 mensilità nell’arco dell’anno.
Per questo motivo il mese di agosto, nella maggior parte dei casi, non rientra tra quelli rimborsabili. Durante questo periodo, infatti, molti asili nido sospendono completamente l’attività e non viene pagata alcuna retta mensile. Se non esiste una retta da versare, infatti, non può esserci neppure il rimborso del Bonus nido.
Luglio è diverso: il rimborso dipende dall’attività svolta
La situazione cambia per il mese di luglio. Molti asili nido restano aperti fino alla fine del mese oppure proseguono l’attività con servizi estivi dedicati ai bambini già iscritti.
In questi casi, se è prevista una retta e il servizio rientra tra quelli riconosciuti dall’INPS, il Bonus nido continua a spettare e la famiglia può chiedere il rimborso della mensilità. Se invece il nido conclude l’attività a giugno oppure non viene pagata alcuna quota di frequenza a luglio, non sarà possibile ottenere il contributo per quel mese.
In altre parole, il rimborso di luglio non è automatico: dipende dalla reale frequenza del bambino e dalla retta effettivamente pagata.
Quali servizi educativi sono coperti dal Bonus nido
La circolare INPS n. 29 del 27 marzo 2026 ha chiarito che il contributo può essere riconosciuto per diverse tipologie di servizi educativi destinati ai bambini fino a tre anni. Tra questi rientrano:
- gli asili nido pubblici;
- gli asili nido privati autorizzati;
- i servizi educativi per la prima infanzia autorizzati dagli enti competenti e riconducibili alle tipologie previste dal decreto legislativo n. 65 del 2017, tra cui:
- spazi gioco,
- sezioni primavera,
- servizi educativi in contesto domiciliare.
Quando INPS non eroga il rimborso
Sono escluse dal rimborso le spese sostenute per:
- i servizi diversi da quelli educativi,
- la frequenza di strutture che erogano servizi diversi da quelli indicati dall’articolo 6-bis del decreto-legge n. 95/2025 (ad esempio, servizi ricreativi, servizi pre-scuola, post-scuola, frequenza di centri per bambini e famiglie, che accolgono bambine e bambini dai primi mesi di vita insieme a un adulto accompagnatore).
Quando si può chiedere il rimborso
Il Bonus nido viene riconosciuto solo per i mesi in cui la famiglia sostiene realmente la spesa. Inoltre, per ottenere il rimborso è sempre necessario che la struttura sia autorizzata e che la famiglia possa dimostrare il pagamento della retta attraverso la documentazione richiesta dall’INPS.
Per tale motivo, per ogni mensilità è quindi necessario allegare la ricevuta, la fattura o altro documento valido che attesti il pagamento della retta. L’INPS procede poi al rimborso nei limiti dell’importo massimo spettante in base all’ISEE.
Dal 1° gennaio 2026, la domanda è valida per l’intero ciclo di fruizione del beneficio, quindi non va rinnovata annualmente.
In sintesi: luglio sì, agosto nella maggior parte dei casi no
Per capire se il Bonus nido spetta durante l’estate bisogna guardare al calendario della struttura frequentata dal bambino.
Ad agosto, considerando che il contributo copre al massimo 11 mensilità e che la maggior parte dei nidi sospende l’attività, il rimborso normalmente non spetta.
Luglio, invece, rappresenta un caso diverso: se il bambino continua a frequentare un servizio educativo ammesso al Bonus e la famiglia paga regolarmente la retta, il contributo può essere richiesto anche per quel mese.




