Rimborso 730/2026 Più Basso del Previsto? Non è un Errore: Ecco Cosa è Cambiato

730

Molti lavoratori dipendenti stanno ricevendo il rimborso del modello 730/2026 e, in diversi casi, l’importo è inferiore rispetto agli anni passati. La prima reazione è spesso quella di pensare a un errore nel calcolo, soprattutto se le spese detraibili – come visite mediche, farmaci, mutuo o lavori di ristrutturazione – sono simili a quelle sostenute negli anni precedenti.

Nella maggior parte dei casi, però, non si tratta di uno sbaglio. A incidere è una modifica entrata in vigore nel 2025 che ha cambiato il modo in cui viene riconosciuto il beneficio del taglio del cuneo fiscale.

Più soldi in busta paga, meno rimborso con il 730

Dal 2025 il beneficio destinato ai lavoratori non viene più riconosciuto, per molte fasce di reddito, attraverso una riduzione dei contributi previdenziali, ma tramite una detrazione IRPEF.

Questo significa che durante tutto il 2025 molti dipendenti hanno ricevuto uno stipendio netto leggermente più alto mese dopo mese.

La conseguenza, però, è che è stata pagata meno IRPEF nel corso dell’anno. Ed è proprio questo il motivo per cui il rimborso del 730 può risultare più contenuto.

Il rimborso dipende dalle imposte versate

C’è una regola che spesso viene dimenticata: il modello 730 non restituisce automaticamente tutte le spese sostenute ma solo una parte, una percentuale. In genere il 19% della spesa entro un tetto massimo stabilito dalla normativa a seconda della tipologia di spesa.

Le detrazioni fiscali possono essere riconosciute solo entro il limite dell’IRPEF effettivamente pagata.

In altre parole, se durante l’anno sono state trattenute poche imposte, anche il margine disponibile per ottenere il rimborso diminuisce.

Un esempio aiuta a capire

Immaginiamo due lavoratori che hanno entrambi diritto a 1.800 euro di detrazioni. Il primo ha versato 2.300 euro di IRPEF nel corso del 2025. In questo caso potrà recuperare l’intero importo spettante.

Il secondo, invece, grazie al nuovo bonus in busta paga, ha pagato soltanto 1.200 euro di IRPEF. Quando presenta il 730, il rimborso non potrà superare i 1.200 euro, anche se le spese sostenute darebbero diritto a una cifra maggiore. La differenza non dipende dalle spese effettuate, ma dalle imposte effettivamente versate.

Chi può risentire maggiormente della novità

L’effetto è particolarmente evidente per molti lavoratori con redditi compresi tra 20.000 e 35.000 euro, cioè coloro che dal 2025 beneficiano della nuova detrazione prevista dal taglio del cuneo fiscale. Il Bonus di circa 83,33 euro mensili avuto in busta paga (1.000 euro annuali).

Per chi ha sostenuto numerose spese detraibili durante l’anno, il rischio è quello di non riuscire a recuperarle completamente proprio perché l’IRPEF disponibile è diminuita.

Si tratta davvero di una perdita?

In realtà no. Le somme che oggi non vengono restituite con il rimborso del 730 sono, nella maggior parte dei casi, le stesse che il lavoratore ha già incassato nel corso del 2025 attraverso una busta paga più ricca.

Dal punto di vista economico il beneficio resta, ma cambia il momento in cui viene percepito: invece di ricevere un rimborso più elevato in estate, il lavoratore ha avuto un vantaggio distribuito durante l’anno.

È proprio questo cambiamento ad aver creato confusione. Molti contribuenti si aspettavano un rimborso simile a quello degli anni precedenti, senza sapere che il nuovo sistema avrebbe inevitabilmente ridotto l’IRPEF disponibile per recuperare le detrazioni indicate nel modello 730.