Si chiude il 23 luglio la finestra per la presentazione delle domande per le utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per l’anno scolastico 2026/27.
Con la chiusura delle istanze si apre ora una nuova fase, affidata agli Uffici scolastici, che dovranno esaminare le richieste e predisporre i movimenti prima dell’avvio delle operazioni di nomina del personale.
Per migliaia di docenti che hanno presentato domanda inizia quindi il periodo di attesa degli esiti, che definiranno la sede di servizio per il prossimo anno scolastico.
Due procedure diverse
Anche se vengono spesso nominate insieme, utilizzazioni e assegnazioni provvisorie rispondono a esigenze differenti.
L’assegnazione provvisoria consente ai docenti in possesso dei requisiti previsti dal contratto di chiedere una sede più vicina al nucleo familiare o comunque diversa da quella di titolarità, limitatamente all’anno scolastico 2026/27.
L’utilizzazione, invece, riguarda specifiche categorie di personale individuate dal Contratto collettivo nazionale integrativo e permette l’assegnazione su una diversa sede o tipologia di posto nei casi previsti dalla normativa.
Ora gli Uffici scolastici esamineranno le domande
Con la chiusura della procedura, gli Uffici scolastici avviano la verifica delle istanze presentate e l’applicazione dei criteri previsti dal contratto.
Durante questa fase vengono controllati i requisiti dichiarati dai candidati e predisposti i movimenti che saranno successivamente pubblicati secondo il calendario stabilito dai singoli Uffici.
Le tempistiche possono variare da provincia a provincia, ma tutte le operazioni dovranno essere concluse prima dell’inizio delle nomine per le supplenze.
Gli esiti saranno fondamentali anche per le supplenze
La conclusione delle utilizzazioni e delle assegnazioni provvisorie rappresenta un passaggio essenziale nell’organizzazione del nuovo anno scolastico.
Solo dopo la pubblicazione dei movimenti sarà infatti possibile conoscere il quadro definitivo dei posti effettivamente vacanti e disponibili, che costituirà la base per le successive operazioni di reclutamento dei docenti a tempo determinato.
Le cattedre rimaste libere dopo la mobilità annuale potranno quindi essere utilizzate per le nomine dalle GPS e, successivamente, dalle graduatorie di istituto.




