Con il pagamento di agosto dell’Assegno Unico, molte famiglie si chiedono se insieme alla rata mensile arriveranno anche degli arretrati. La risposta non è uguale per tutti: in alcuni casi l’INPS può infatti riconoscere somme aggiuntive, ma solo quando si verificano determinate condizioni.
Vediamo quindi chi riceverà l’Assegno unico ad agosto e quando è possibile trovare un importo più alto del previsto per via degli arretrati.
Chi riceve l’Assegno Unico ad agosto
Anche ad agosto l’INPS erogherà l’Assegno Unico e Universale alle famiglie che hanno figli a carico fino a 21 anni o disabili (in questo caso senza limiti anagrafici).
Il pagamento riguarda sia chi già percepisce regolarmente la prestazione, sia coloro che hanno presentato una nuova domanda accolta dall’Istituto.
L’importo spettante dipende principalmente dall’ISEE del nucleo familiare, dall’età dei figli e dall’eventuale presenza di maggiorazioni previste per particolari situazioni, come figli con disabilità, nuclei numerosi o madri di età inferiore a 21 anni.
Gli arretrati possono arrivare ad agosto, ma non spettano a tutti
La rata di agosto (in pagamento tra il 17 e il 19 agosto) può comprendere anche degli arretrati, ma solo se l’INPS deve ancora riconoscere somme dovute nei mesi precedenti.
Questo può accadere, ad esempio, quando vengono completate verifiche che permettono di ricalcolare l’importo dell’Assegno Unico oppure quando la famiglia acquisisce il diritto a una somma maggiore con effetto retroattivo.
In questi casi l’Istituto può accreditare gli importi arretrati, che generalmente arrivano con un bonifico separato e l’indicazione del periodo di riferimento.
Ecco cosa compare sui Fascicoli previdenziali dell’INPS, viene riportata la data del 14 agosto:

In quali casi l’INPS paga gli arretrati
Le situazioni più frequenti in cui possono essere riconosciuti arretrati sono diverse. Tra queste rientrano:
- la presentazione di un nuovo ISEE che consente il ricalcolo dell’importo spettante;
- il riconoscimento di maggiorazioni che non erano state applicate in precedenza;
- la definizione di controlli o verifiche che avevano temporaneamente bloccato parte del pagamento;
- la lavorazione di una domanda presentata nei termini previsti, con diritto agli importi maturati nei mesi precedenti.
Quando si verifica una di queste situazioni, l’INPS liquida tutte le somme ancora dovute.
Assegno Unico, perché ad agosto alcuni vedono un importo diverso
Non sempre un pagamento più alto significa che sono stati riconosciuti arretrati.
L’importo dell’Assegno Unico può infatti cambiare anche per effetto dell’aggiornamento dell’ISEE, dell’ingresso o dell’uscita di un figlio dai requisiti previsti oppure della variazione delle maggiorazioni spettanti.
Per questo motivo, chi nota una cifra diversa rispetto alle mensilità precedenti dovrebbe verificare il dettaglio del pagamento nel proprio fascicolo previdenziale, dove l’INPS indica le voci che compongono l’importo accreditato.
Chi rischia invece di non ricevere gli arretrati
Non tutte le famiglie hanno diritto alle somme aggiuntive. Se non ci sono state variazioni dell’ISEE, modifiche della composizione del nucleo familiare o rettifiche da parte dell’INPS, ad agosto sarà normalmente pagata soltanto la mensilità ordinaria dell’Assegno Unico.
Anche chi ha presentato l’ISEE a partire da luglio non ha diritto agli arretrati: infatti, INPS riconosce eventuali arretrati (decorrenti da marzo) solo a coloro che hanno aggiornato l’ISEE entro il 30 giugno.
Come verificare se nell’Assegno Unico ci sono anche gli arretrati
Per sapere se l’INPS ha riconosciuto degli arretrati è sufficiente consultare il dettaglio della disposizione di pagamento nel Fascicolo previdenziale sul sito istituzionale.
Qui è possibile verificare se l’importo comprende solo la rata del mese oppure anche somme riferite a mensilità precedenti. In presenza di un accredito più elevato del normale, infatti, il dettaglio del pagamento consente di capire i motivi dell’aumento.




