Il pagamento degli arretrati del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, firmato definitivamente lo scorso 1° luglio 2026, non chiude tutti gli effetti economici del rinnovo contrattuale.
Per una parte di docenti e personale ATA potrebbero infatti arrivare ulteriori somme nei prossimi mesi, questa volta non direttamente legate al normale cedolino stipendiale, ma al ricalcolo delle prestazioni determinate sulla base della retribuzione.
L’aumento retroattivo delle voci stipendiali utili può rendere necessario aggiornare anche TFS, TFR e contribuzione al Fondo Espero per i periodi interessati dal nuovo contratto.
Il problema riguarda soprattutto chi nel frattempo è andato in pensione, ha cessato il servizio oppure ha concluso un contratto a tempo determinato: le prestazioni già calcolate utilizzando i precedenti valori stipendiali potrebbero dover essere rideterminate alla luce delle nuove retribuzioni.
Il CCNL 2025-2027 non modifica soltanto lo stipendio
Il rinnovo contrattuale produce effetti che vanno oltre l’aumento visibile sul cedolino.
Quando vengono modificati con decorrenza retroattiva gli importi delle voci retributive utili, le amministrazioni devono infatti considerare i nuovi valori anche per gli istituti economici e previdenziali la cui base di calcolo comprende quelle stesse voci.
È questo il motivo per cui il rinnovo può interessare anche lavoratori non più presenti sul sistema stipendiale ordinario della scuola.
Chi è cessato dal servizio durante il periodo interessato dagli aumenti conserva infatti il diritto alle differenze contrattuali maturate fino alla data di cessazione e agli eventuali riflessi sulle prestazioni collegate alla retribuzione.
TFS e TFR: perché può essere necessario un nuovo calcolo
Uno degli effetti più importanti riguarda TFS e TFR.
Se alla data della cessazione il trattamento è stato determinato sulla base dei precedenti valori retributivi e successivamente il contratto riconosce aumenti con decorrenza ricadente nello stesso periodo, occorre verificare gli effetti delle nuove voci sulla base utile della liquidazione.
Il principio da tenere presente è però importante: non ogni euro di arretrato contrattuale entra automaticamente e nella stessa misura nel TFS o nel TFR.
Bisogna verificare quali voci siano utili ai fini della specifica prestazione.
Quando gli incrementi riguardano componenti retributive computabili, la nuova retribuzione può determinare una riliquidazione della prestazione e quindi un’ulteriore somma a favore del lavoratore.
Questo interessa sia chi deve ancora ricevere la liquidazione sia chi l’ha già ricevuta sulla base dei vecchi valori e deve successivamente ottenere l’eventuale differenza.
Chi è già in pensione può avere ancora somme da ricevere
Particolare attenzione deve essere prestata dal personale cessato dal servizio nel periodo sul quale producono effetti economici gli incrementi del CCNL 2025-2027.
Il pensionamento, infatti, non cancella le differenze retributive maturate quando il dipendente era ancora in servizio.
Facciamo un esempio.
Un docente cessato il 31 agosto 2025 non beneficia naturalmente degli aumenti relativi ai periodi successivi alla cessazione. Ha però diritto agli effetti economici del contratto riferiti ai mesi nei quali era ancora dipendente, se compresi nelle decorrenze previste dal rinnovo.
Quelle differenze possono avere a loro volta effetti sul trattamento di fine servizio o rapporto, nella misura in cui incidono sulle relative basi di calcolo.
Il risultato può quindi essere una sorta di seconda fase degli arretrati: prima vengono riconosciute le differenze stipendiali, successivamente vengono aggiornate le prestazioni collegate.
Fondo Espero, gli aumenti producono effetti anche sui contributi
Un altro capitolo riguarda gli aderenti al Fondo Espero.
La contribuzione alla previdenza complementare viene determinata percentualmente sulle voci retributive individuate dalla disciplina del Fondo. Se aumentano retroattivamente le componenti che costituiscono la base contributiva, devono essere considerate anche le conseguenti differenze contributive.
Questo spiega anche un fenomeno che alcuni lavoratori stanno osservando con gli arretrati del contratto: l’importo netto può essere inferiore rispetto alle simulazioni proprio perché una parte delle differenze sulle voci utili viene destinata alla previdenza complementare.
Quella somma non viene persa.
Va ad alimentare la posizione previdenziale individuale dell’iscritto e concorrerà alla prestazione complementare futura.
Per chi è cessato dal servizio o ha già definito la propria posizione presso il Fondo, invece, occorrerà verificare come le differenze contributive derivanti dal nuovo contratto verranno recepite nella posizione individuale.
I nuovi arretrati potrebbero arrivare con mesi di ritardo
C’è infine il problema dei tempi.
Il pagamento degli arretrati stipendiali e la riliquidazione di TFS, TFR e contribuzione previdenziale complementare non sono necessariamente contestuali.
Prima devono essere consolidate le nuove retribuzioni; successivamente le amministrazioni devono recepire le variazioni e trasmettere i dati necessari per aggiornare le prestazioni interessate.
Per questo motivo un pensionato potrebbe ricevere gli arretrati del CCNL e soltanto diversi mesi dopo vedere aggiornata la propria liquidazione.
Non bisogna quindi dare per scontato che l’importo di TFS o TFR già ricevuto sia necessariamente definitivo quando successivamente interviene un contratto con effetti economici retroattivi sulla base retributiva utile.
CCNL Scuola 2025-2027: gli effetti oltre lo stipendio

Il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 potrebbe quindi avere una coda economica più lunga di quanto si pensi.




