Settembre è il mese della ripartenza. Le aziende tornano a pieno regime, si riorganizzano gli organici e spesso devono fare i conti anche con assenze legate a maternità, paternità o altri periodi di congedo.
Proprio in questa fase può essere utile conoscere una novità introdotta nel 2026: chi assume un lavoratore per sostituire una persona in congedo può beneficiare di uno sgravio contributivo del 50% anche durante un periodo di affiancamento successivo al rientro.
La misura è stata chiarita dall’INPS con il messaggio n. 1343 e rende più semplice organizzare il passaggio di consegne tra chi ha sostituito il lavoratore e chi torna al proprio posto. Vediamo meglio.
Cosa cambia per le aziende che sostituiscono un lavoratore in congedo
La regola di base non è nuova: un’azienda può assumere una persona a tempo determinato per sostituire un lavoratore assente per congedo. La novità introdotta dalla legge di Bilancio 2026 riguarda quello che succede dopo.
Prima, infatti, il lavoratore sostituito rientrava e la fase di sostituzione arrivava sostanzialmente alla sua conclusione. Ora, invece, la legge consente di prolungare il contratto del sostituto per un periodo di affiancamento, così da permettere ai due lavoratori di lavorare insieme dopo il rientro.
L’obiettivo è pratico: dare tempo al lavoratore rientrato di riprendere le proprie attività e consentire al sostituto di trasferire informazioni, procedure e competenze senza interrompere bruscamente la continuità del lavoro.
Lo sgravio contributivo resta del 50%
Il vantaggio per l’impresa riguarda i contributi. Per le assunzioni effettuate in sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo è previsto uno sgravio contributivo del 50%.
La misura non nasce con la novità del 2026: era già prevista dall’articolo 4 del Testo unico sulla maternità e paternità. Quello che cambia è che, dal 1° gennaio 2026, lo stesso sgravio può essere riconosciuto anche per il periodo aggiuntivo di affiancamento che segue il rientro del lavoratore sostituito.
In termini semplici, quindi, l’azienda può mantenere per un periodo il lavoratore assunto in sostituzione e beneficiare della riduzione contributiva prevista dalla norma.
Quanto può durare l’affiancamento
L’affiancamento non può essere prolungato senza limiti. La legge consente di estendere il contratto del sostituto fino al compimento del primo anno di età del bambino. È quindi possibile che il lavoratore rientri dal congedo e che, per un periodo, continui a lavorare insieme alla persona che lo ha sostituito.
Per le adozioni e gli affidamenti sono previste regole specifiche: lo sgravio può essere riconosciuto per un anno dall’accoglienza del minore.
Nel caso di sostituzione di lavoratrici autonome interessate dalla disciplina del Testo unico, il beneficio può essere riconosciuto per un massimo di 12 mesi.
Quali aziende possono ottenere lo sgravio
Non tutte le imprese possono utilizzare questa agevolazione. Il requisito principale riguarda la dimensione dell’azienda: lo sgravio è riconosciuto ai datori di lavoro con meno di 20 dipendenti.
Il numero dei lavoratori deve essere verificato al momento dell’assunzione effettuata per sostituire la persona in congedo.
La misura può essere utilizzata in tutti i settori, purché siano rispettate le condizioni previste dalla normativa. Il beneficio riguarda inoltre le aziende nelle quali operano lavoratrici autonome nei casi espressamente previsti dal Testo unico.
La sostituzione può partire anche prima del congedo
C’è un altro aspetto utile per le aziende che devono organizzarsi in anticipo. La normativa consente di assumere il sostituto fino a un mese prima dell’inizio del congedo. Un periodo di anticipo maggiore è possibile quando previsto dalla contrattazione collettiva.
Questo permette di affiancare il nuovo lavoratore alla persona che sta per assentarsi e preparare il passaggio di consegne prima dell’effettivo inizio del congedo.
Con la novità del 2026 il meccanismo diventa quindi più completo: l’affiancamento può essere utile prima dell’assenza, durante la sostituzione e anche dopo il rientro.
Perché la novità è importante proprio a settembre
Il mese di settembre segna per molte imprese la ripresa completa delle attività dopo la pausa estiva. È anche un momento nel quale possono emergere esigenze di riorganizzazione del personale, rientri da periodi di congedo e necessità di recuperare rapidamente la piena operatività.
Sapere che il lavoratore assunto per la sostituzione può rimanere in azienda anche dopo il rientro, con la possibilità di mantenere lo sgravio contributivo del 50% nel periodo di affiancamento, può quindi rendere più semplice programmare il ritorno.
L’obiettivo della misura è proprio quello indicato dall’INPS: favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro e sostenere la parità di genere, evitando che il rientro dal congedo debba tradursi in un passaggio improvviso e senza affiancamento.




