Dal 1° gennaio 2027 diventerà più oneroso per le aziende non coprire i posti riservati ai lavoratori con disabilità. Il nuovo adeguamento riguarda sia il contributo esonerativo, versato nei casi in cui ricorrono le condizioni per ottenere l’esonero parziale dall’obbligo, sia indirettamente le sanzioni applicate quando l’impresa non procede alle assunzioni previste.
Il nuovo valore è stabilito dal decreto del Ministero del Lavoro n. 100 del 3 agosto 2026: il contributo passa dagli attuali 39,21 a 44,32 euro per ogni giornata lavorativa e per ciascun lavoratore con disabilità non occupato.
Quali aziende devono assumere lavoratori disabili
Il punto di partenza resta la Legge 68/1999, che disciplina il collocamento mirato. L’obbligo interessa i datori di lavoro pubblici e privati a partire da 15 dipendenti.
La quota da rispettare aumenta con le dimensioni dell’organico: tra 15 e 35 dipendenti deve essere presente almeno un lavoratore con disabilità; da 36 a 50 dipendenti i posti riservati diventano due; oltre i 50 dipendenti, invece, la quota è pari al 7% dei lavoratori occupati.
Non tutti i lavoratori presenti in azienda, tuttavia, entrano necessariamente nella base di computo: la normativa prevede specifiche esclusioni che devono essere considerate per determinare correttamente la quota.
Esonero più caro dal 2027
In presenza delle condizioni previste dalla normativa, determinate caratteristiche dell’attività lavorativa possono rendere particolarmente difficile l’inserimento di lavoratori con disabilità. In questi casi può essere riconosciuto un esonero parziale, accompagnato dal pagamento del relativo contributo.
Dal 2027 la cifra giornaliera salirà di 5,11 euro, passando da 39,21 a 44,32 euro: un incremento di circa il 13%.
Il nuovo importo è stato determinato prendendo come riferimento la retribuzione media giornaliera lorda del settore privato e applicando il parametro previsto per l’aggiornamento.
Sanzioni fino a 221,60 euro al giorno
L’aumento produce conseguenze ancora più rilevanti per le imprese che, pur essendo obbligate, non assumono e lasciano scoperta la quota di riserva.
Trascorsi 60 giorni dal momento in cui nasce l’obbligo, la sanzione giornaliera è collegata al contributo esonerativo. Con il nuovo valore arriverà quindi a 221,60 euro al giorno per ogni lavoratore non assunto, rispetto agli attuali 196,05 euro.
Considerando convenzionalmente 250 giornate lavorative, una singola posizione rimasta scoperta per un anno può così determinare una sanzione teorica di 55.400 euro. Un aumento che rende ancora più importante, per le aziende soggette alla Legge 68/1999, verificare tempestivamente organico e copertura della quota obbligatoria.




