Aprire un profilo social già in prima media potrebbe avere conseguenze che vanno ben oltre il tempo trascorso davanti allo smartphone. Un nuovo studio delle Università di Milano-Bicocca e Brescia indica infatti una relazione significativa tra l’ingresso precoce sui social network e risultati scolastici più bassi negli anni successivi.
La ricerca, pubblicata su Nature Human Behaviour e coordinata dal sociologo Marco Gui, ha coinvolto oltre 5 mila studenti delle province di Brescia, Cremona, Mantova, Milano e Monza e Brianza.
Chi inizia in prima media perde più terreno
Gli studiosi hanno confrontato ragazzi che hanno aperto il primo profilo social in momenti diversi: dalla prima media fino alle scuole superiori. I risultati mostrano un andamento piuttosto netto: prima si comincia, maggiore è la perdita negli apprendimenti.
Chi entra sui social già in prima media registra una riduzione di 0,22 deviazioni standard in italiano e di 0,18 in matematica. Tradotto in termini più comprensibili, il divario accumulato può corrispondere a circa sei mesi di scuola.
Aspettare conta. Per chi arriva sui social in seconda media l’effetto negativo diminuisce di oltre un terzo, mentre per chi aspetta la terza diventa ancora più contenuto.
A preoccupare è soprattutto un altro elemento: il ritardo non viene necessariamente recuperato con l’età. In matematica, per alcuni studenti, il divario può addirittura aumentare negli anni successivi.
Sotto accusa soprattutto la perdita di attenzione
Il problema non sarebbe semplicemente il numero di ore trascorse online. Secondo lo studio pesa soprattutto la continua interferenza dello smartphone nella vita quotidiana: telefono utilizzato prima di dormire, appena svegli, mentre si studia o persino durante le lezioni.
Questa frammentazione dell’attenzione spiegherebbe una parte consistente della riduzione dei risultati scolastici.
Dall’Australia all’Europa, aumentano i divieti
La ricerca arriva mentre diversi governi stanno irrigidendo le regole. L’Australia ha fatto da apripista: dal 10 dicembre 2025 le piattaforme interessate devono adottare misure ragionevoli per impedire agli under 16 di possedere account social.
Anche la Danimarca ha proposto una soglia nazionale di 15 anni, prevedendo però la possibilità di accesso dai 13 anni con il consenso dei genitori. Nel Regno Unito, nel 2026, il governo ha annunciato una stretta sull’accesso degli under 16 alle principali piattaforme.
Particolarmente significativo il caso della Francia: il Parlamento aveva approvato a luglio il divieto dei social sotto i 15 anni, ma il 14 agosto il Consiglio costituzionale ha bloccato la norma, giudicando insufficienti le garanzie su libertà di espressione e privacy. Il governo Macron ha già annunciato l’intenzione di riscriverla.
Il punto indicato dalla ricerca italiana, tuttavia, va oltre i divieti: ritardare l’ingresso sui social può fare la differenza, ma servono anche educazione digitale, coinvolgimento delle famiglie e regole capaci di limitare quei meccanismi delle piattaforme che catturano continuamente l’attenzione dei ragazzi.



![Bonus 2026. Famiglia, Lavoro e Bollette: Tutte le Agevolazioni Ancora Attive [TABELLA]](https://tuttolavoro24.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_1649-218x150.jpeg)
